Persona nell’universo. Cavi ethernet al posto delle vene. Lavoro con le parole, in ogni loro declinazione. Copy, web writer. Tech, Web e Series.

Se avessi una start-up innovativa
Io lo so che creerei
Un business model inattaccabile
Un rimedio irresistibile io
Inventerei un cerotto magico
Che unisca i cuori rotti
Che non trovano più i pezzi
Un cerotto che è come il laccio
Della canzone di Zarrillo
Ma senza rose blu
Con degli speciali enzimi che si occupano
Di ricostruire-e-unire
Ricostrunisce, praticamente
Con la forza dell’amore.

I competitor della start-up sono in tanti:
L’industria farmaceutica tra tutti
Che non venderebbe più Maalox
Gli psicologi, con la clientela dimezzata
I siti di incontri con tanti likes
Perché basterebbe rivedersi
Per non lasciarsi mai.

Il…


Se fossimo nella stessa regione
Se avessimo l’assoluta urgenza di vederci
Che dico– una comprovata necessità
Se c’incontrassimo nel reparto ortofrutta
(Per mantenere vivi i cliché)
Se sapessimo dirci d’essere congiunti
Da una chat su WhatsApp lunga così
Glielo giuro, maresciallo, così
Se c’avessimo delle foto insieme
Da allegare all’autocertificazione
Se c’avessi la ricetta di un dottore
O un panetto di lievito da scambiare
Con il permesso di potermi avvicinare
A circa un metro da te
Con le dovute precauzioni
Se potessimo sorriderci con gli occhi
Baciarci col filtro FFP3
Se potessimo accarezzarci
Con i guanti in lattice monouso
Se ci fossimo incontrati per caso
Se fossi ancora lì mi chiederei
Se sarei un affetto stabile per te.

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Piove.
Sembra che il cielo applauda alle stronzate che fanno gli umani
O forse è solo una metafora che indica un pianto copioso
O dei ricordi: la macchina
I pomeriggi a casa, che tremavano i vetri
Piove.
Su questo letto è bagnato tutto
Piove tutto e piovo io.


Potremmo stringerci le labbra
Abbracciarci le gambe
Guardarci il collo
Scontrarci coi seni
Potremmo cingerci le braccia
Riscaldarci le bocche
Mangiarci le cosce
Ascoltare gli odori
Potremmo intrecciarci i capelli
Respirare orgasmi
Accarezzarci nostalgie
Pensarci con le mani
Potremmo non finirci
Ma siamo già sfinite.

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© Joan Alturo

Quando lessi per la prima volta quel “ti abbraccio”, sentii una strana sensazione alla pancia. Era un SMS sul mio Alcatel, 11 caratteri, nessuna emoji (all’epoca, emoticon).

Accarezzai lo schermo, quel display monocromatico che misurava 12 x 2. Quasi come se il mio pollice potesse sentire le parole al tatto e potessero trasformarsi davvero nella sensazione di due braccia strette che ti avvolgono.

“Ti abbraccio”. Leggevo. E sapevo che in quel momento l’altra persona aveva un desiderio di fisicità. Perché a volte è facile sentirlo quando si è vicini, è nella natura di più o meno tutti agire col corpo…


Hai mai pensato che la parola instabile
Significa abile in st?
Secondo me quel linguista era stanco
quel giorno, ha detto
Vabbè la lascio incompleta
Così che tutti possano essere abili in st
E se instabile significasse
istantaneamente abile?
O abile su Instagram?
Praticamente una polaroid
o un Social Media Manager
Sai, il punto è che
siamo abili a stare senza certezze
perciò ne diventiamo tante
inventiamo di essere forti
E poi lo siamo davvero
Abili
Ad essere instabili
Equilibristi mancati
Moira Orfei ci vorrebbe assumere
(A partita IVA, naturalmente)
Instabile è tutto,
in fondo il mondo gira in tondo
e noi ci muoviamo con lui
E quindi chiudi gli occhi
E prendi la mia mano
La mia presa è instabile
Ma dove andiamo no.

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© Andre Elliott

Che bordello il mercato immobiliare Non si trova un buco nemmeno a morire, oh Eppure sto ogni giorno su Kijiji Significa “villaggio” in swahili, che dici Forse potevano trovare un altro nome Per dire una cosa così tanto semplice Non è facile essere sintetici Ci vorrebbe la Marie Kondo dei pensieri E fare ‘sto trasloco leggero, per dio Il punto è che sono stronza Ti ho affittato una stanza nella mia testa E fai rumore ogni cazzo di giorno Io ti sfratto! No, non voglio Paghi l’ affitto ogni secondo Che passa vorrei urlarti basta Vorrei fare come nei film…


L’OMS ha dichiarato un’emergenza
Ti vedo d’accordo: bisogna contenere
Questa pandemia globale
Che sconvolge, fa tremare
Illustri scienziati sono già a lavoro
Per capire il virus — creare vaccini
Si sconsigliano i viaggi
E le scuole sono chiuse
Si sospende la vita
Per capirne un po’
Di questa cosa che fa
Così tanta paura al mondo.
E indossiamo mascherine
Per non contagiarci
Con la nostra voglia di stare vicini
È un’epidemia — quella del volersi
Che ci fa scappare via
È una malattia
E siamo in quarantena.

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© Jason Anderson — https://www.instagram.com/jasonandersonart/


Quanto tempo passato a baciarci
Ci sarebbe voluto un contabaci
Avrebbe segnato le tue performance
Le mie
Quanti litri di saliva e km di lingua
Quanto calore prodotto
Quel giorno avremmo settato i nostri KPI
Non mi sarei staccata mai
Non ti sei stancata mai
Quanto tempo passato a baciarci
Ci sarebbe voluto un contabaci
Avrebbe in memoria tutte le volte
Che ho desiderato le tue labbra
Che le ho avute sulle mie
Adesso avrei un ammasso di numeri
Mi indicano una prestazione
Che non facciamo più.


Secondo me dovremmo fare l’amore
Farlo come la prima volta che lo facciamo
Con quel nodo in pancia, con quella voglia
Che ti si legge in faccia
Cosa pensi
Della terza guerra mondiale, fra poco scoppia
Quella bomba fa tic-toc
Sono un terrorista, mi lascio esplodere
Sull’aereo in picchiata
E sento il vuoto nello stomaco
Mi rimbomba tutto, e poi penso che
Secondo me dovremmo fare l’amore
Farlo come la seconda volta
Farlo meglio, con più calma
Anche se ho ancora fame
Secondo me dovremmo farlo
Perché c’è caldo ed è
La crisi ambientale
E Greta Thunberg è troppo giovane per capire
Cosa significa bruciare
Dobbiamo farlo
Perché rischiamo il nucleare
Paolo Fox non l’aveva previsto
E mi dispiacerebbe se il mondo finisse
Senza il tuo orgasmo.

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