Domenica sera fra quello di cui ho paura e quello che vorrei

E’ già sera. Sono stanca. E avrei voglia di perdere i miei pensieri davanti ad un telefilm senza spessore. Una di quelle cose che ti fa dimenticare che domani è lunedì. Perché ricominciare mi affatica. So che non devo sentirmi sola. E’ che uno dei punti importanti per me è non essere così in attrito con quello che faccio. Non è di certo un lavoro logorante o faticoso. E’ un lavoro. Eppure la settimana sembra una montagna da scalare. Io mi sento una vittima del sistema.
Mi chiedo come cambiare le cose, partendo dalla mia percezione. So che devo cambiare domande, per cambiare punto di vista. Ma non ho le risposte, vedo solo la nebbia e la notte.

Ecco, sono molto arrabbiata con me stessa. Perché mi permetto di essere negativa. Se fossi tutta positiva sarei falsa. Ma quello che c’è non mi piace. Forse non dovrei dar voce a quello che c’è e dovrei evocare quello che vorrei.

E allora nel futuro che voglio incontro persone simpatiche e stimolanti e insieme collaboriamo per un progetto sfidante, interessante, utile.
Questo è quello che vorrei che mi aspettasse domani. Guardando molto da vicino, questo è anche quello che potrebbe esserci.

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