Non voglio andare a scuola

Stamattina si piangeva da queste parti. E non piangevo solo io. Lunedì spaventoso. Non si vuole tornare.

Perché quello che facciamo è così distante da quello che siamo. Se io, come sarà presto, fossi pagata per essere me stessa, il lavoro non mi peserebbe. Sarebbe un’attività naturale. Impegnativa magari. Ma non faticosa. Perché verrei chiamata ad impegnarmi con i miei mezzi, sfidata a migliorarmi. Attualmente, invece, non riesco ad avvicinarmi neanche lontanamente a questo atteggiamento e di lunedì mattina, piango.

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