o cazzo, non sono solo buona

Piccole scoperte da venerdì sera. Non ho 8 anni. Sono grande. In tutta la mia vita mille mila volte mi hanno detto di “essere me stessa” (se volete farmi felice, ora mimate le virgolette, grazzzie). Non ho mai capito. Mai. E stasera forse ho intuito. Così di sguincio. Poi mi sono distratta di nuovo, ho urlato al telefono e ho riso con una mia amica, sono tornata lì, nel binario conosciuto.
Eppure. Eppure si è insinuato il dubbio. Una piccola crepa, che sì, voglio allargare e poi far saltare col piede di porco. Eccheccazzo.

Non solo buona.

Era una delle mie ultime certezze.
Io sono buona. Io sono amabile, carina, beneducata, gentile.
Almeno per quello che posso. Almeno quando posso scegliere.
L’ombra è stata tanto potente nella mia vita, ma non per mia scelta. Non per colpa mia. Ebbene. So che naif. So che sembra un’ingenuità falsa.
Ma io mi sono raccontata per anni di avere mille difetti terribili, ma di non essere cattiva. E, mi turba non poco, ma, non è così.

Che poi, dai, non è mica vero. Ma cercando di essere onesta con me stessa, si tratta di quel essere autentica con me stessa, di agire in una sorta di verità di connessione con me. E non di corrispondere alle proprie aspettative di amabilità.

Il concetto ancora mi sfugge. L’ho solo toccato tangenzialmente. Ma mi sa di cambiamento copernicano. Perché non solo ho finto un sacco nella speranza di essere amata dagli altri, ma molto più profondamente per essere accettabile ai miei stessi occhi interiori(che, diciamocelo spesso non sono benevoli).

Quando le cose sono vere è più facile sentirle che descriverle. Anche se amo le parole sento che mi sfuggono. Ma faccio qui una tacca sul calendario. La crepa si è aperta. Ora la guardo beffarda e con aria di sfida.
Anche perché pare che essere quello che si è faccia stare molto meglio, mettetevi l’anima in pace cari occhi interiori.

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