Scelta

Cara nonna, tu sceglievi. Con determinazione e pervicacia. Tu decidevi. E provavi una frustrazione violenta se le cose non andavano come volevi. Senza sosta, senza possibilità di fermarti, sceglievi.

Quella volta che un fidanzato ti ha chiesto di scegliere fra lui e lo sci, tu hai scelto lo sci. E sciare sulla neve a quei tempi voleva dire mettersi degli scarponi di pelle, gli sci in spalla e salire la montagna per fare una discesa.
Una.

Hai scelto di non mollare mai. Hai vissuto drammi che avrebbero demoralizzato chiunque. Hai perso il papà prima di nascere, la mamma a sedici anni, un fidanzato sotto una bomba, davanti ai tuoi occhi, dopo esserti scambiata di posto con lui pochi minuti prima. Hai scelto di sposarti tardi, volevi tanti figli, ne volevi 6. Ci hai provato tanto. Hai abortito. La tua prima figlia è nata con il cesareo dopo ore di travaglio dolorosissimo. Hai poi scelto di avere un’altra figlia. E’ morta improvvisamente, in una notte, quando aveva 2 anni. Tuo marito poco dopo è morto d’infarto, su una poltrona del tuo salotto. Hai scelto di lavorare al consolato americano. Essendo tedesca. Appena dopo la fine della guerra. Hai scelto di stare da sola, da vedova, per stare con mia madre. Eri molto corteggiata. Ma semplicemente hai scelto di no.
Hai scelto di tornare in Germania a 50 anni e poi sei tornata in Italia per prenderti cura dei nipoti. Di me. Senza di te mia madre non avrebbe fatto altri figli. Ne ha fatti altri due.
Ti sei occupata di noi finché non siamo stati indipendenti. La mamma lavorava tanto. Tu c’eri sempre. Per un anno intero ci hai tenuti a Genova. Abbiamo vissuto solo con te, vedendo i genitori solo nel fine settimana.
Hai scelto di vivere la comunità. Ti sei impegnata in modo concreto per aiutare tante persone. Per te, il prossimo tuo era il tuo vicino di casa, la persona che incontravi per strada.
Hai scelto di essere felice. Hai scelto di godere della vita che ti era stata regalata. Hai scelto di insegnarci a credere nel buon dio. Ci hai convinto che fosse buono. Hai scelto di dare l’esempio. Di vedere in ogni avversità un passo doloroso che porta alla felicità presente. Hai scelto di insegnarci che se vuoi, puoi. Sempre con l’aiuto del buon dio. Volontà e destino, che si intersecano, che portano dove si vuole, dove si può. Io ho avuto due figli.
Tu mi ringraziavi sempre, ci contavi. La mamma, tre nipoti e due bisnipoti. 1+3+2. 6. E ti brillavano gli occhi. Vedi… ho avuto 6 bambini. Eri contenta. Avevi vinto tu.
Hai scelto. Sempre. Prepotentemente. Con gioia. Con fatica.

E me lo hai insegnato.
Grazie.

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