Il tassista della Nera Mietitrice

“Allora sei la morte”, dice Paula, sentendosi un po’ stupida per quell’affermazione. Ecco dove ho già visto quegli occhi. Rammenta un lampo viola, un volto che la osserva, mentre giace tra le lamiere dell’auto schiantata. “La morte? Per carità.” L’uomo le apre la cerniera, scoprendo le mutandine bianche. Passe le dita sui bordi, facendole inarcare la schiena. “Sono solo un dipendente. Un traghettatore. Un tassista.” “Dove porti i tuoi passeggeri?” Charu si fa serio. “Solo sull’altra sponda. Non so cosa c’è lì. Forse nulla. Non lo sapevo prima, figuriamoci ora che i vecchi Dèi se ne sono andati.” Fa per abbassarle le mutandine. Paula gli ferma la mano, anche se la sua presa è debole. “Io sono stanca”, ammette. “Mi piace come canti. Hai un dono, come Melpomene”, risponde lui. “Buttarsi via ora è una cazzata.” “Non ce la faccio più. Ogni volta che mi vedo allo specchio vorrei… vorrei strapparmi via il viso.” “Sarebbe un peccato. Ci sono altri modi per perdere la faccia”, ironizza lui. La sua scarsa inclinazione alla pietà suscita un’improvvisa simpatia a Paula. “Ma capisco che le parole non sono abbastanza”, aggiunse Charu. Hai un Barghest che ti perseguita.” “Un… cosa?” “Un Barghest. Un Cŵn Annwn. Un Kirk Grim. Un Cadejo.”

Questo è un estratto del mio racconto erotico e urban fantasy “La Cicatrice”, che potete leggere anche gratuitamente, se siete abbonati a Kindle Unlimited. Tra l’altro è possibile che Charu, il protagonista maschile, torni in un nuovo racconto autoconclusivo, da qui al 2017.

Nel frattempo spero che “La Cicatrice” possa piacervi 😉.

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