Con questa mia vorrei salutarti. Cosa che, in quel dicembre 1985, non riuscii a fare.

L’incidente avvenne il 30 novembre, un sabato sera (tu sei morto il venerdì successivo, che era il 6 dicembre). Mi ricordo piuttosto precisamente la telefonata che i nonni e io ricevemmo in via Boscarelli nel cuore della notte, forse direttamente dai soccorsi o forse dalla mamma, che l’aveva a sua volta ricevuta dall’ospedale. Rispose la nonna e nel giro di qualche secondo si mise a singhiozzare. …


Estraggo da uno dei resumé che faccio circolare in rete:

Ho studiato le cose che mi interessavano (la filologia, gli endecasillabi) senza chiedermi a cosa sarebbero servite. Intuendo presto che sarebbero state utili più a me stessa che agli altri. Ma comunque utili.

Se ci ripenso: molto utili.

Gli endecasillabi — che no, non sono versi di undici sillabe. Quando lo capisci, capisci tanto e di tante altre materie. E ancora non ti capaciti che nei vocabolari francesi endecasillabo venga tradotto con endécasyllabe. Décasyllabe, dovrebbe essere! Ma non so in quanti siamo a soffrirne.

La filologia ha un sinonimo ed è ecdotica.

Ecco, ho già dato due notizie bomba: che mi fanno sentire un’aliena, ma senza le quali oggi sarei morta.


Parte seconda: gli aspetti quantitativi

Oltre agli aspetti qualitativi di cui ho già detto nella prima parte, ci sono anche altri aspetti più concreti e venali che devono essere coperti nel calcolo di un compenso professionale.

La prima cosa da sottolineare è che se un professionista è certamente un soggetto che eroga una prestazione, più o meno circoscritta, egli è anche il primo manager di se stesso, cioè colui che si deve procurare e organizzare il lavoro, con tutto quello che serve per averlo e per darlo.

Per fare ciò, sostiene oneri e incombenze di gestione. Tra queste, troviamo innanzitutto le spese relative allo spazio…


Per un fair trade del lavoro indipendente. Parte prima: criteri qualitativi

Se leggiamo l’articolo 2233 del Codice Civile, che tratta del lavoro autonomo e in particolare delle professioni intellettuali, desumiamo che il compenso può essere o «convenuto dalle parti» o «determinato secondo le tariffe e gli usi» (inciso poi abrogato quando è stato eliminato il sistema tariffario professionale) o «determinato dal giudice».

Posto che tra un accordo e un contenzioso c’è una certa differenza, benché il passo sia breve — come quello tra amore e odio, tra matrimonio e divorzio–, la materia è evidentemente densa e al legislatore non resta che circoscriverne i limiti in modo piuttosto estensivo. …


L’ultima volta che ti ho incontrata fu a Milano, a Fa’ la cosa giusta, la scorsa primavera. Ero presissima dietro al mio banco, ma quando ti ho vista passare — probabilmente stavo servendo qualcuno — mi sono sbracciata e ti ho fermato. In realtà tu avevi già un po’ rallentato, attratta dai cartelli del nostro stand.

«Isa! Isa Cipriani!»
«Sono così famosa?»
«Per me sì!»

Ci siamo riconosciute, ci siamo salutate, abbiamo scherzato. Eri lì per un cooking show. Eravamo d’accordo sul fatto che a Milano il problema non fosse innanzitutto la salute alimentare, ma il ritmo biologico, che si…


«Buongiorno, gli esami della tiroide sono perfetti».

Ma come perfetti, se fino a due anni fa dovevamo fare la radioiodioterapia… e anche con una certa urgenza. È sicura?

[Regola non scritta: fidarsi solo del proprio corpo].

Antonella Gallino

Mi interessa più il come del cosa. Mi esprimo molto anche qui: www.considerovalore.it

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