La zingara e la bistecca

Verso l’ora di pranzo sono stato fermato sotto casa da una signora anziana, evidentemente di entia rom.

Il mio primo pensiero è stato quello di schivarla con la solita mossa del telefonino, ma lei mi si è parata davanti con la sua mole imponente e mi ha chiesto, a bruciapelo: “Ciao ragazzo, vuoi che ti porto fortuna?”

Normalmente ho il terrore delle signore di etnia rom, specie anziane, perchè sono convinto che abbiano il potere di lanciarmi piccole o grandi maledizioni, se non accondiscendo subito ai loro desideri.

Con il sangue gelato nelle vene, ero pronto a mettere mano al portafoglio, ma prima che iniziassi a frugare nelle tasche, la signora mi ha preso il braccio (facendomi entrare in tachicardia) e mi ha raccontato una lunghissima storia di suo marito e di una serie di malattie molto complicate. Ci ha tenuto a precisare che il marito non rischiava la vita, ma sarebbe stata una buona cosa che fosse guarito comunque.

In buona sostanza doveva comprare della carne rossa, perchè il dottore aveva detto che il marito doveva mangiarla per rimettersi in salute.

Anche con queste nuove fondamentali informazioni, a me non cambiava molto: coi soldi della mia scampata maledizione avrebbe potuto comprargli anche del Tavernello, o giocarseli al Bingo, oppure andare dal parrucchiere, o prendere una pistola con cui fare una rapina. E non ci saremmo rivisti mai più.

Invece la carne rossa dovevo andargliela a prendere io al supermercato, perchè così — secondo lei — mi avrebbe portato veramente fortuna.

Insomma, per farla breve, sono andato alla Despar, ho preso una confezione di fettine sceltissime di bovino adulto (5,86 Euro) e gliele ho portate, tutto per evitare questa stramaledetta maledizione gitana.

Lei era naturalmente molto contenta, e nel mettersi le bistecche in borsa, ha ritenuto opportuno sentenziare: “Caro ragazzo, la fortuna che ti voglio dare è che questo anno ti sposi”.

Immagino che s’aspettasse tutt’altra reazione rispetto alla mia espressione preoccupata tendente all’inespressivo, così ha cercato di rimediare.

“Ragazzo, non ti vuoi sposare? Dove vuoi che ti porto fortuna?”

Sentite, lì per lì la zingara m’ha preso alla sprovvista. So che avrei potuto chiedere soldi, amore, salute o una botta di culo alla Lotteria Italia. Oppure, meglio ancora, avrei potuto auspicare pace, prosperità e gioia per il mondo intero, la fine delle sopraffazioni, la morte del capitalismo, una nuova coscienza globale fatta di rispetto e armonia.

Invece niente, non ce l’ho fatta.

Ragazzi, grazie alla vecchia gitana e alle fettine sceltissime di bovino adulto, quest’anno il Bari va in Serie A.

Scusate.