Psicosomatosi

@antonellomusso
Feb 28, 2014 · 5 min read

I disturbi psicosomatici sono quelli che non nascono da una lesione anatomica o da un difetto funzionale patologico, ma bensì vengono ricondotti a un’origine psicologica. Nello specifico è lo stress, che non è negativo in quanto tale ma in quanto percepito negativamente dal soggetto, che non essendo elaborato dalla mente, si scarica in un organo bersaglio creando prima una disfunzione, poi una lesione e infine una malattia vera e propria.

Il processo di psicosomatosi comincia nel momento in cui le informazioni sensoriali provenienti dall’esterno vengono percepite dal cervello negativamente, per una mancanza di adattamento. Tale percezione innesca uno stato emotivo negativo, che a sua volta produce uno stato mentale altrettanto negativo.

A questo punto la persona può scaricare lo stress in vari modi, tramite due canali di comunicazione: la parola (linguaggio verbale) e il comportamento (linguaggio para-verbale e non verbale). Se ciò non avviene per una qualche ragione, col tempo la tensione accumulata obbliga la parte del cervello più antica, quella rettile, a trovare una valvola di sfogo alternativa, che, in base a meccanismi di rispondenza, si cortocircuita all’interno del corpo stesso, rappresentando in modo simbolico il conflitto insito nella persona. Se il comportamento psicosomatogeno viene mantenuto per lungo tempo, la situazione acuta finisce per cedere il passo alla cronicizzazione, con conseguenze talvolta gravi. Le manifestazioni più evidenti coinvolgono per esempio, l’apparato gastrointestinale con sintomi tipo nausea, diarrea, meteorismo, vomito e intolleranza alimentare, ad esempio il colon irritabile, riportabile psicologicamente a un senso di persecuzione verso persone su cui si proietta il proprio disprezzo per sé e il desiderio di dominio, che, a loro volta, disprezzano e tentano di dominare il soggetto: questo problema può susseguire a un disturbo di personalità paranoide, a una sindrome da mobbing o a una nevrosi da attentato, che nel mondo colpisce soprattutto gli Israeliani; l’ulcera peptica (che può trarre origine da conflitti irrisolti di dipendenza le cui radici risalgono al periodo orale dello sviluppo), la colite ulcerosa (infiammazione del colon con eventuale perforazione che dipende dalla paura per le reazioni del datore di lavoro, dei clienti o del pubblico, che deriva da un timore precoce verso le reazioni negative dei genitori e la perdita del loro amore) e ,indirettamente, l’ipertiroidismo (derivante dalla paura della morte, affrontata con un totale diniego e con la ricerca controfobica di situazioni pericolose).

Questa categoria di sintomi dipende da un precoce sviluppo di emozioni conflittuali tra un senso di sicurezza e fiducia da un lato e d’insoddisfazione e bisogno dall’altro. Anche il diabete, una malattia autoimmune che dipende da stress continuato nel tempo, può essere psicologicamente provocato dall’impossibilità di vivere secondo il proprio modo di pensare e di essere, in quanto i desideri e le idee vengono sistematicamente respinti dall’ambiente circostante. Questa patologia consiste in un’alta, prolungata glicemia mediata da ormoni iperglicemizzanti che porta le cellule beta del pancreas, produttrici d’insulina, ad usurarsi ed esaurirsi; tutto ciò innesca un processo degenerativo che alla lunga può danneggiare il sistema microcircolatorio in tutti i distretti dell’organismo.

Con l’ipnosi si può agire durante le prime fasi per equilibrare la produzione ormonale di adrenalina, noradrenalina e serotonina (la cui presenza eccessiva porta a una concentrazione eccessiva di zuccheri ematici ), tramite induzioni finalizzate a stabilizzare le emozioni. In merito ai disturbi respiratori, la manifestazione più evidente è l’asma bronchiale (derivante dalla rimozione del desiderio di essere tenuto e protetto dalla madre, con astensione precoce dal pianto per paura del rifiuto materno). Può dipende da una relazione infantile con una madre iperprotettiva di tipo ambivalente. L’ipnosi permette di ridurre la paura che è alla base dell’asma, diminuendo in tal modo sia la contrattura della muscolatura liscia dei bronchi (posta attorno al tubo tracheale e che permette di ridurre la sua apertura), sia la produzione d’istamina (che ha un effetto attivatorio di tipo ansiogeno e scatena meccanicamente l’evento).

La pelle invece esprimere le emozioni, per cui può arrossire, sbiancare e sudare, e deriva da un conflitto relazionale patologico tra la propria identità e il mondo esterno. Esistono patologie cutanee come l’orticaria, la psoriasi ed alcune forme autoimmuni come il lupus che possono giovarsi dei trattamenti di psicoterapia. Anche alcuni disturbi cardiovascolari possono essere trattati: aritmie cardiache (migliorabile con l’ipnosi sia sul piano del sintomo che della causa psicologica), angina pectoris (una riduzione del calibro delle arterie coronariche che può precedere l’infarto e che va trattata facendo rilassare i pazienti, bloccando il circolo vizioso ansiogenico di panico provocato dal sintomo) e ipertensione (derivante dal conflitto sulla manifestazione dei propri impulsi aggressivi per timore di ritorsioni e di subire frustrazioni nei propri bisogni di dipendenza; se è psicosomatica può guarire con l’ipnosi, se invece è essenziale l’ipnosi la può solo migliorare).

Questa categoria di sintomi talvolta dipende da stress sociali dovuti al conflitto tra il proprio status e le proprie aspirazioni (determinate dall’ideale dell’Io), nonché dalla perdita di protezione che spinge a una continua vigilanza atta tenere sempre pronto il meccanismo di lotta-fuga.Esistono poi disturbi funzionali come indifferenza sessuale, disfunzione erettile o eiaculatoria (eiaculazione precoce), irregolarità dei cicli mestruali, eccessivo sanguinamento mestruale (metrorragie) e incapacità d’inibire il riflesso urinario (enuresi). Questa categoria di sintomi si manifesta in concomitanza con momenti importanti della vita riproduttiva, come le mestruazioni, la gravidanza, la contraccezione, il parto, l’aborto, o con la cessazione della capacità riproduttiva come la menopausa. L’ipnosi può essere utile in questi disturbi ed in quelli dell’alimentazione, collocabili in un continuum tra i due estremi di anoressia e bulimia nervose, nelle sindromi dolorose e nei disturbi locomotori: come dolori lombari, contratture, reumatismo psicogeno, cefalee muscolotensive del collo- nuca e fronte, bruxismo. Psicologicamente ciò può derivare dal sentirsi sminuiti, umiliati, denigrati, indegni di essere amati o dal dover dimostrare di essere perfetti per essere amati; le tecniche di ipnosi analgesica si rivelano efficaci sia in situazioni acute (come durante un intervento chirurgico, dal dentista o durante un parto), sia in situazioni di dolore cronico.

Con l’ipnosi si va a lavorare sia alla radice di questi problemi che nei meccanismi intermedi tra causa e sintomo, ovvero sull’omeostasi corporea del sistema autonomo, che dipende dalle oscillazioni di funzionamento più o meno estreme del sistema nervoso simpatico e parasimpatico. F. Alexander ritiene che alla base dell’eccessivo funzionamento di uno di questi sistemi, ci sia un blocco psicologico ben preciso: sul versante parasimpatico con blocco delle espressioni di dipendenza (versante passivo) producendo patologie gastrointestinali, respiratorie e dermatologiche; sul versante simpatico con blocco delle espressioni di aggressività (versante attivo), potendo così produrre patologie cardiovascolari e locomotorie. I disturbi urogenitali, sessuali, dell’alimentazione e dolorosi hanno una varietà sintomatologica che comprende entrambi i blocchi espressivi.

L’azione ipnotica deve pertanto tendere verso una deattivazione dei due sistemi, favorendo l’adattamento al mondo esterno del soggetto ed intervenendo sulle abitudini di vita.(foto ed immagini da Google)

    @antonellomusso

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