I redditi di capitale

Sono considerati redditi di capitale, i frutti che scaturiscono dall’impiego a qualsiasi titolo del capitale finanziario, cioè quelli che si producono per il semplice fatto che esiste un capitale sottostante che genera reddito. Ad esempio, se un risparmiatore sottoscrive un titolo e lo possiede fino alla scadenza, ha impiegato un capitale realizzando un reddito di capitale pari ai relativi interessi, (dividendi azionari).

Devono inserire nella dichiarazione dei redditi (730 o Mod. REDDITI Persone fisiche 2017) i proventi percepiti solo i contribuenti che detengono partecipazioni qualificate. I dati devono essere estrapolati dalla certificazione degli utili che viene rilasciata obbligatoriamente dalle società emittenti o dai soggetti intermediari.

N.B.: Nel Quadro D del Mod. 730 non devono essere dichiarati i redditi di capitale soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.

Ai fini della determinazione e del versamento delle relative imposte, i contribuenti che presentano il Mod. 730 devono compilare anche il quadro RM del Modello REDDITI Persone fisiche 2017, se nel 2016 hanno percepito redditi di capitale di fonte estera, sui quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla normativa italiana, oppure interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari pubblici o privati per i quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D. Lgs.1°Aprile 1996, n.239.

Redditi diversi di natura finanziaria: Capital gains, investimenti e attività finanziarie all’estero, titoli e valute estere

Per indicare una Plusvalenza, si fa ormai spesso riferimento al termine inglese Capital Gain.

Si ha una plusvalenza, o guadagno in conto capitale, in occasione della vendita di un’attività finanziaria. E’ la parte del rendimento totale ascrivibile alla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Ad esempio, se il risparmiatore vende un titolo, può realizzare un guadagno in conto capitale (capital gain) se dalla vendita ottiene una somma superiore al prezzo di sottoscrizione dello stesso.

Secondo la legislazione italiana i capital gains sono soggetti a tassazione. In particolare è data la possibilità di scegliere tra un regime di tassazione alla fonte attraverso l’applicazione dell’imposta sostitutiva direttamente dagli intermediari finanziari appositamente autorizzati (risparmio gestito) o, in alternativa, direttamente dal contribuente attraverso la dichiarazione dei redditi, (regime di dichiarazione).

Da sottolineare che per quanto riguarda le eventuali plusvalenze realizzate (capital gain) o altri redditi di natura finanziaria, il contribuente che presenta il Modello 730, è tenuto a compilare anche il quadro RT del Mod. REDDITI Persone fisiche 2017 per effettuare la determinazione e il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta:

  • se nel 2016 ha realizzato plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate escluse quelle derivanti dalla cessione di partecipazioni in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non siano negoziati in mercati regolamentati ed altri redditi di natura finanziaria, nel caso in cui non abbia optato per il regime amministrato o gestito;
  • se nel 2016 ha realizzato solo minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relative ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura finanziaria e intende riportarle negli anni successivi.