Oneri sostenuti dalle società semplici

I soci di società semplici hanno diritto di fruire, nella proporzione stabilita dall’art.5 del Tuir, della corrispondente detrazione di imposta (oppure della deduzione dal proprio reddito complessivo) per alcuni degli oneri sostenuti dalla società.

In particolare i seguenti oneri sostenuti dalle società semplici sono deducibili dal reddito complessivo dei singoli soci proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili:

  • somme corrisposte ai dipendenti chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali;
  • contributi, donazioni e oblazioni corrisposti per i paesi in via di sviluppo per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato;
  • indennità per perdita di avviamento corrisposte per disposizione di legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abitazione;
  • Invim decennale pagata dalle società per quote costanti nel periodo d’imposta in cui avviene il pagamento e nei quattro successivi.

Ai singoli soci è riconosciuta inoltre proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili, una detrazione del 19% per i seguenti oneri:

  • interessi passivi in dipendenza di prestiti e mutui agrari;
  • interessi passivi fino a 2.065,83 euro complessivi, per mutui ipotecari stipulati prima del 1°gennaio 1993 per l’acquisto di immobili;
  • interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione fino a 2.582,28 euro, per mutui stipulati nel 1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici;
  • spese sostenute per la manutenzione, protezione o restauro del patrimonio storico, artistico e archivistico;
  • erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali e territoriali, di enti o istituzioni pubbliche che senza scopo di lucro svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico;
  • erogazioni liberali in denaro a favore di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni, di associazioni legalmente riconosciute che senza scopo di lucro svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
  • le erogazioni liberali in denaro a favore degli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale, per i quali è prevista la trasformazione in fondazioni di diritto privato ai sensi dell’art.1 del D. Lgs. 29 giugno 1996, n. 367;
  • erogazioni liberali fino a 2.065,83 euro complessivi, a favore di popolazioni colpite da calamità pubblica o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri stati;
  • il costo specifico o il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad apposita convenzione a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali e territoriali, di enti o istituzioni pubbliche che senza fine di lucro svolgano o promuovano attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico;
  • erogazioni liberali alle società di mutuo soccorso per un importo non superiore a euro 1.291,14;
  • erogazioni liberali alle associazioni di promozione sociale per un importo non superiore a euro 2.065,83;
  • erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore al 30 per cento del reddito complessivo dichiarato, a favore della “Società di cultura La Biennale di Venezia”;
  • nella misura del 26 per cento per le erogazioni liberali fino a 30.000,00 euro a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);
  • nella misura del 36 o 50 per cento per le spese riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
  • nella misura del 50 per cento per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • nella misura del 65 per cento per le spese sostenute per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche;
  • nella misura del 55% o 65% per gli interventi finalizzati al risparmio energetico.