REI (Reddito di Inclusione Sociale): cos’è e come funziona

Il 29 Agosto 2017 il Consiglio dei Ministri ha dato il via al REI, Reddito di Inclusione Sociale, che diventerà lo strumento unico nazionale di contrasto alla povertà destinata alle famiglie più bisognose. Introdotto dal D.Lgs. n. 147/2017 è possibile richiederlo dal 1° dicembre 2017 presentando il modulo ed i documenti al Comune, il quale, dopo averne accertato la correttezza li trasmette all’Inps.

Questa misura partita dal 1 Gennaio 2018 va a sostituire altre due forme di sostegno al reddito (il Sostegno all’inclusione attiva — Sia — e l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione).

La Legge di Bilancio 2018 (L. n. 205/2017) all’art. 1, co. 190, 191 e 192 ha introdotto importanti modifiche e novità a quanto previsto dal D.Lgs. n. 147/2017, operando in particolare una estensione dell’ ambito di applicazione, ed aumentandone l’importo; notifiche e novità che sono state illustrate nella Circ. Inps n. 57 del 28/03/2018.

Le modifiche sostanziali rispetto a quanto previsto inizialmente riguardano:

  • mentre inizialmente il soggetto disoccupato doveva aver finito di riscuotere l’indennità di disoccupazione da 3 mesi o comunque risultare disoccupato da tre mesi, a decorrere dal 01/01/2018 (e fino al 30/06/2018) il riferimento agli specifici eventi di disoccupazione viene abrogato, pertanto sarà sufficiente che nel nucleo familiare vi sia la presenza di un lavoratore di età non inferiore a 55 anni che si trovi in stato di disoccupazione;
  • a decorrere dal 01/07/2018 vengono abrogati tutti i requisiti familiari che erano precedentemente previsti. Quindi, per accedere al reddito di inclusione, resteranno operativi soltanto i requisiti di residenza, soggiorno, ed economici;
  • è disponibile un nuovo modulo per fare la domanda, aggiornato con le modifiche in oggetto;
  • viene anche ritoccato verso l’alto l’importo del beneficio massimo mensile per le famiglie numerose portandolo da 485,41 € a 534,37 € per i nuclei con 5 componenti e a 539,82 € per i nuclei con 6 o più componenti.

Il beneficio è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali non può essere rinnovato se non sono trascorsi almeno 6 mesi.

Il progetto ReI coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare, viene predisposto nell’ ambito sei servizio sociali del Comune ed in correlazione sia con gli altri servizi territoriali (es.: Centri per l’ impiego, ASL, Scuole, ecc.), sia con soggetti privati attivi nell’ ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti no profit, ed è definito sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni da parte dei servizi, insieme a tutto il nucleo.


IL BENEFICIO ECONOMICO ED IL PROGETTO PERSONALIZZATO — Il REI si compone di due parti:

  • un assegno mensile, con importo variabile a seconda delle dimensioni del nucleo familiare (andrà da 187,50 € mensili per una persona sola, fino a 539,82 € per i nuclei con 6 o più componenti), erogato per 18 mesi, rinnovabile (ma sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente e in caso di rinnovo, la durata è fissata in 12 mesi) attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta REI, che sostituirà la carta Acquisti) e l’ammontare caricato mensilmente dal Ministero potrà essere per metà prelevato in contanti (usando la carta anche come bancomat) e per l’altra metà speso presso esercizi convenzionati
  • ed un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà. Tale progetto indicherà gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, nonché i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al ReI e, infine, gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare. Del progetto si occuperanno i Comuni, che lo definiranno considerando la situazione complessiva della famiglia. E ne monitoreranno il rispetto da parte dei destinatari. E dovrà essere sottoscritto dalla famiglia entro 20 giorni dalla consegna. Se non fosse accettato, il Rei potrebbe essere negato.

I BENEFICIARI — Beneficiari della misura non sono gli individui, ma i nuclei familiari che risultano al di sotto della soglia di stima della povertà assoluta.

Per beneficiare del REI sono richiesti requisiti economici e requisiti di cittadinanza e residenza.

Per quanto riguarda i requisiti economici potranno accedere al REI le famiglie con:

  • valore ISEE in corso di validità non superiore a 6.000 €,
  • indicatore ISRE ai fini ReI non superiore a 3.000 €,
  • patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 €,
  • e un patrimonio mobiliare non superiore a 10.000 € (la soglia si riduce a 6.000 € per i nuclei familiari composti da una sola persona, e 8.000 € per i nuclei composti da due persone).

Inoltre, per accedere al ReI è necessario che ciascun componente il nucleo familiare:

  • non possieda autoveicoli e /o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli/ motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
  • non possieda imbarcazioni da diporto.

Sui requisiti di cittadinanza e residenza il componente che richiede il beneficio deve essere residente in Italia da almeno 2 anni e può essere:

· cittadino italiano o comunitario;

· familiare di cittadini italiani o comunitari titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;

· cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

· titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria).


La domanda dovrà essere presentata dal 1 Dicembre 2017 presso i “punti per l’accesso” al Rei, che verranno identificati dai Comuni. Il Comune invierà poi la domanda all’ Inps entro 10 giorni, dopo aver verificato i requisiti economici e quelli di cittadinanza e residenza. L’Inps dovrà rispondere entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione e se approvato, l’assegno REI verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda.

Come documentazione potrà essere utilizzato il modello ISEE precompilato, che sarà introdotto in via sperimentale nei primi mesi del 2018 e scaricabile dai siti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps. L’ISEE precompilato sarà l’unica modalità praticabile a partire da Settembre 2018.

Per conseguire il REI occorre un’attestazione ISEE in corso di validità. Ciò significa che coloro i quali abbiano effettuano la richiesta del ReI nel mese di dicembre 2017, e non siano già beneficiari di SIA, in caso di accoglimento della stessa, dovranno aggiornare l’ISEE entro marzo 2018. Invece, coloro che presentano la domanda per il REI dal 1° gennaio 2018, devono essere già in possesso dell’attestazione ISEE 2018.

Il soddisfacimento dei requisiti non dà necessariamente diritto al beneficio economico, la cui effettiva erogazione dipende anche dall’ eventuale fruizione di altri trattamenti assistenziali (esclusi comunque quelli non sottoposti ad una valutazione della condizione economica, come ad esempio l’ indennità di accompagnamento) e dalla condizione reddituale rappresentata dall’ indicatore della situazione reddituale (ISR), al netto dei trattamenti assistenziali in esso considerati. da sottolineare che, in via generale, l’indicatore della situazione reddituale (ISR) viene calcolato sottraendo ai redditi le spese per l’affitto (fino ad un massimo di 7.000 €, incrementato di 500 € per ogni figlio convivente successivo al secondo) e il 20% del reddito da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3.000 €). L’ammontare del beneficio economico viene, quindi, determinato integrando fino ad una data soglia le risorse a disposizione delle famiglie. Per determinare l’ ammontare, bisogna, pertanto, sottrarre dalla soglia i trattamenti che si percepiscono e l’ ISR come sopra specificato.

Normativa

D. lgs n. 147 del 15/09/2017 (Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà — pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 2017)

Legge di Bilancio 2018 (L. n. 205/2017) (che all’art. 1, co. 190, 191 e 192 ha introdotto importanti modifiche e novità a quanto previsto dal D.Lgs. n. 147/2017)

Circ. Inps n. 57 del 28/03/2018 (che illustra le modifiche e le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 al D. lgs. n. 147/2017)

Circ. Inps n. 172 del 22/11/2017 (fornisce le prime istruzioni amministrative)

Modello di domanda predisposto dall’Inps

Modello ReI–Com (I componenti del nucleo percettore del ReI, in caso di variazione della situazione lavorativa, sono tenuti, a pena di decadenza dal beneficio, a comunicare all’INPS il reddito annuo previsto derivante da tale attività mediante Mod. ReI-Com)

Slides del Ministero del Lavoro

Legge 15 marzo 2017, n. 33 (Legge delega per il contrasto alla povertà)

Nota n. 9362 del 16 novembre 2017 — Comunicazione dei trattamenti assistenziali ai fini della determinazione del beneficio economico del REI