Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo [La Sez. II del Quadro E Mod. 730/2017]

Nella Sezione II del Quadro “E” vanno indicate:

  • le spese e gli oneri per i quali è prevista la deduzione dal reddito complessivo;
  • le somme tassate dal datore di lavoro, ma che non avrebbero dovuto essere conteggiate tra i redditi di lavoro dipendente e assimilati.

Non vanno riportati invece gli oneri e le spese già considerati dal datore di lavoro nella determinazione del reddito (già dedotti). Tali oneri sono indicati nel punto 431 della CU2017 e nei punti da 432 a 437 sono fornite informazioni in merito al tipo di onere e al relativo ammontare. Per gli oneri deducibili indicati al punto 413 si vedano invece le istruzioni dei righi da E27 a E31.

Riguardo alla documentazione attestante tali spese e oneri, in generale è sempre necessario controllare che il pagamento sia avvenuto nel 2016 e che i documenti di spesa (fatture, ricevute, quietanze) siano intestati al contribuente o, se previsto dalla normativa, ai familiari a carico.


Rigo E21 — CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI:

Vanno indicati in questo Rigo l’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori e volontari versati nel 2016 all’ente pensionistico di appartenenza, anche per le spese sostenute per familiari fiscalmente a carico, senza alcun limite.

Sono deducibili (e vanno quindi inseriti in questo rigo) i seguenti contributi :

- i contributi previdenziali volontari versati del contribuente per riscatto degli anni di laurea e del servizio militare, ricongiunzione di periodi assicurativi, prosecuzione o iscrizione volontaria a gestioni separate INPS, fondo casalinghe;

- versamento Inail per le casalinghe;

- contributi previdenziali versati a gestioni separate (farmacisti, medici, biologi , etc…);

- contributi agricoli unificati versati all’INPS — Gestione ex SCAU.

NON SONO PIU’ DEDUCIBILI i contributi versati al Servizio Sanitario Nazionale compresi nel premio relativo all’assicurazione di RC Auto.

Documentazione da presentare:

  • ricevute di pagamento, bancarie o postali relative ai versamenti di contributi obbligatori o volontari diversi;
  • documentazione rilasciata dall’ente previdenziale

Rigo E22 — ASSEGNO AL CONIUGE:

Va indicato in questo Rigo l’importo versato al coniuge (anche se residente all’estero) in base a quanto indicato nella sentenza dal giudice a titolo di assegno di mantenimento.

Nell’importo non devono essere considerati gli assegni destinati al mantenimento dei figli. Se il provvedimento non distingue la quota per l’assegno periodico destinata al coniuge da quella per il mantenimento dei figli, l’assegno si considera destinato al coniuge per metà del suo ammontare (50%).

Inoltre non sono deducibili le somme corrisposte volontariamente in un’unica soluzione (una tantum) al coniuge separato, ma esclusivamente quanto destinato a titolo mantenimento mensile previsto nel provvedimento del Tribunale.

Il meccanismo di adeguamento automatico dell’assegno (ad es. rivalutazione all’indice Istat) deve essere indicato specificatamente nella sentenza di divorzio.

Documentazione da presentare:
- copia della sentenza di separazione o divorzio (da allegare SEMPRE)
da cui estrapolare l’importo dovuto;
- copia dei bonifici effettuati o copia delle ricevute rilasciate dall’ex
coniuge.
- EVENTUALI CONTEGGI DI ADEGUAMENTO ISTAT (sempre più richiesti
in sede di controllo dell’Agenzia Entrate).

Indicare:

  • nella colonna 1 il codice fiscale del coniuge, al quale sono stati corrisposti gli assegni (dato obbligatorio;
  • nella colonna 2 l’importo totale degli assegni periodici.

Rigo E23 — CONTRIBUTI PER ADDETTI AI SERVIZI DOMESTICI E FAMILIARI:

In questo rigo va indicato l’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale e familiare, per la sola parte a carico del datore di lavoro.

Il limite di deducibilità è di € 1.549,37.

Non è deducibile il versamento dei contributi versati alla CAS.SA.COLF, individuabili nei MAV alla voce “Codice Organizzazione”, trattandosi di contributi integrativi ad una cassa con fini assistenziali.

Nel caso in cui colf o badanti siano stati retribuiti con buoni lavoro Voucher Inps è ammessa la detrazione dei contributi previdenziali e assistenziali anche in riferimento a questa tipologia di copertura assicurativa e pensionistica.

Si tratta del 13% del valore nominale del voucher Inps pagato dal datore di lavoro domestico, i quali quindi potranno essere dedotti dal reddito del contribuente che ha sostenuto il pagamento, a condizione che la prestazione di lavoro domestico, nonché la consegna del buono lavoro cartaceo o la comunicazione all’INPS per il buono lavoro telematico, siano comunque intervenute prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Documentazione da presentare:

a) Contributi previdenziali versati per collaboratori domestici:

- ricevute di pagamento complete della parte informativa sul

rapporto di lavoro domestico (ore trimestrali, retribuzione oraria

effettiva, ecc.)

b) Voucher per lavoro domestico

- Ricevute di versamento dell’acquisto dei voucher;

- copia dei voucher consegnati al prestatore (procedura con voucher cartaceo),

- documentazione attestante la comunicazione all’INPS dell’avvenuto utilizzo dei voucher (procedura con voucher telematico),

- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000 con la quale si attesta che la documentazione è relativa esclusivamente a prestazioni di lavoro rese da addetti ai servizi domestici.


Rigo E24 — CONTRIBUTI ED EROGAZIONI A FAVORE DI ISTITUZIONI RELIGIOSE:

In questo rigo va indicato l’importo delle le erogazioni liberali in denaro a favore di Enti religiosi italiani previsti dalla legge, per un ammontare non superiore a € 1.032,91 per ciascun Ente o Istituto religioso (pertanto, il dichiarante che avesse effettuato erogazioni, ad esempio, a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero e della Chiesa Valdese, potrà dedurre dal reddito complessivo fino ad un ammontare di € 2.065,82).


Rigo E25 — SPESE MEDICHE E DI ASSISTENZA DI PERSONE CON DISABILITÀ:

In questo rigo va indicato l’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica sostenute da persone con disabilità.

Sono considerate persone con disabilità coloro i quali sono stati riconosciuti tali in base certificazione di invalidità rilasciata ex Legge 104/1992 o quelli riconosciuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc. Il soggetto in possesso di questo riconoscimento può attestare la sussistenza di tali condizioni attraverso un’autocertificazione.

Le spese possono essere sostenute dal contribuente anche a favore delle persone indicate nell’art. 433 del C.C., anche se non a carico (coniuge , figli, nipoti, nonni e nonne, genitori, fratelli e sorelle, suoceri e suocere, generi e nuore).

Tipologia di spese deducibili:

  • le spese mediche riferite all’acquisto di medicinali (con le stesse precisazioni riportate in E1)
  • visite mediche generiche.
  • Le spese per assistenza specifica prestata da un medico o da personale paramedico specializzato.

Si intendono spese di assistenza specifica quelle relative a:

- assistenza infermieristica e riabilitativa;

- personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;

- personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;

- personale con la qualifica di educatore professionale;

- personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

- ricovero in istituti di assistenza: in tal caso è deducibile solo la quota relativa all’assistenza specifica medica o paramedica e non l’intera retta pagata.

Le altre spese sanitarie , quali ad es. visite specialistiche, analisi, protesi , mezzi di accompagnamento e deambulazione, etc…., vanno indicate nei righi E1, E3 ed E4.


Rigo E26 — ALTRI ONERI DEDUCIBILI:

Indicare i seguenti oneri deducibili, diversi da quelli indicati nei righi precedenti contraddistinti dal relativo codice.

Colonna 1: indicare il codice che identifica l’onere sostenuto;

Colonna 2: indicare l’importo pagato.

I codici che identificano gli oneri da indicare in questi righi sono:

  • Cod. 6 — Fondi integrativi SSN: Contributi versati ai fondi integrativi del SSN per un importo massimo di € 3.615,20.

Nel calcolo del limite massimo deducibile concorre

- l’importo indicato nel punto 441 della CU : importi dedotti per contributi di assistenza sanitaria versati a enti/casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale (somma dei versamenti del lavoratore e del datore di lavoro).

- l’importo indicato in E26 con il codice 13: contributi versati da lavoratori in quiescenza a casse di assistenza sanitaria aventi fini esclusivamente assistenziali.

N.B.: Non deve essere indicato l’importo presente nel punto 441 della CU2017, poiché tale importo è già stato dedotto dal datore di lavoro.

La deduzione spetta anche se la spesa è stata sostenuta per le persone fiscalmente a carico per la sola parte non dedotta da quest’ultime.

  • Cod. 7 — Erogazioni liberali a ONG: Contributi, donazioni e oblazioni alle organizzazioni non governative (ONG) riconosciute idonee che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Il soggetto che presta l’assistenza fiscale dedurrà tali importi nella misura massima del 2% del reddito complessivo (che comprende anche il reddito dei fabbricati assoggettato a cedolare secca).

Indicare i contributi versati ad organizzazioni non governative per l’aiuto ai paesi in via di sviluppo, riconosciute dal Ministero degli Esteri.

Per visionare l’elenco delle ONG riconosciute idonee si può consultare il sito www.esteri.it.

Per queste liberalità è possibile indicare, in alternativa al codice 7, il codice 8 in presenza del quale chi presta l’assistenza fiscale dedurrà tali importi nella misura massima del 10% del reddito complessivo e comunque nella misura massima di € 70.000.

Documentazione da presentare:

- ricevute dei versamenti in conto corrente postale;

- copia dei bonifici bancari.

- Documentazione attestante la qualifica di ONG, se disponibile.

  • Cod. 8 — Erogazioni liberali a favore di ONLUS, APS,…: Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di ONLUS, associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute

La deduzione spetta nel limite del 10% del reddito complessivo comprensivo del reddito dei fabbricati assoggettati al regime della cedolare secca e fino all’importo massimo di € 70.000.

In particolare sono deducibili le erogazioni liberali a:

- Onlus (di cui all’art. 10, commi 1, 8 e 9 del decreto legislativo n. 460/1997);

- Associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’art. 7, commi 1 e 2 della Legge n. 383/2000;

- Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico (di cui al D.Lgs. n. 42/2004);

- Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica individuate con DPCM 15/04/2011 revisionato dal DPCM 12/10/16.

  • Cod. 9 — Erogazioni liberali a enti universitari:

Erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di :

  • - università e fondazioni universitarie
  • - istituzioni universitarie pubbliche
  • - Enti di ricerca pubblici ed enti vigilati dal MIUR ( es. Istituto superiore della sanità)
  • - enti parco regionali e nazionali

Nessun limite di deducibilità

  • Cod. 13 — Casse di assistenza sanitaria ex lavoratori:

Limite di spesa deducibile € 3.615 (nella verifica del limite di € 3.615,20 concorre anche l’importo indicato con il codice ‘6’ — fondi integrativi SSN).

Sono contributi versati direttamente dai lavoratori in quiescenza, anche per i familiari non a carico, a casse di assistenza sanitaria aventi esclusivamente fini assistenziali (art. 51, comma 2, lett. a, del Tuir), che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori, che a tali casse hanno aderito durante il rapporto di lavoro, di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, continuando a corrispondere in proprio il contributo previsto senza alcun onere a carico del datore di lavoro.

  • Cod. 21 — Altri oneri deducibili: Altri oneri deducibili diversi da quelli contraddistinti dai precedenti codici.

Alcuni esempi di oneri deducibili da indicare con questo codice sono :

- i contributi obbligatori a consorzi di bonifica di immobili il cui reddito è incluso nel reddito complessivo.

Rimangono NON deducibili i contributi relativi agli immobili tassati per opzione con cedolare secca ( Ris. 44/E del 04–07–2013);

- assegni alimentari , rendite e vitalizi;

- il 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’adozione di minori stranieri;

- le indennità per perdita dell’avviamento corrisposte per disposizioni di legge al conduttore, in caso di cessazione di un contratto di locazione di immobili urbani destinati ad uso diverso da quello di abitazione;

- le somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che invece sono state erroneamente assoggettate a tassazione.

Per i contributi ai consorzi di bonifica è obbligatorio allegare la cartella esattoriale e la copia della ricevuta di versamento in c/c postale o la documentazione bancaria attestante l’avvenuto pagamento del contributo.

Per le spese sostenute dai genitori adottivi per l’adozione di minori stranieri, è necessario allegare la certificazione dell’Ente a cui si sono rivolti, che deve essere stato autorizzato a curare le procedure di adozione (elenco reperibile nel sito internet del Ministero delle Finanze).


Righi da E27 a E31: CONTRIBUTI PER PREVIDENZA COMPLEMENTARE:

In questi righi vanno indicati i contributi versati alle forme pensionistiche complementari, relativi sia a fondi negoziali sia a fondi individuali.

Quando compilare questi righi: i righi da E27 a E31 non vanno compilati in assenza di versamenti diretti per previdenza complementare e se al punto 413 della CU non sia certificato alcun importo.

I contributi versati a forme pensionistiche complementari sono deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore ad € 5.164,57.

— Rigo E27 (se nel punto 411 CU è indicato il cod. 1)— contributi a deducibilità ordinaria:

In colonna 1 indicare, entro il limite di € 5.164,57, i contributi già dedotti dal sostituto ed indicati al punto 412 della CU.

Attenzione: se risulta compilato anche il punto 421 della CU (previdenza complementare per familiari a carico) l’importo da indicare sarà il punto 412 della CU diminuito della quota dedotta riferita ai familiari indicata nel punto 422.

In colonna 2 indicare l’importo dei contributi versati direttamente a enti o assicurazioni, risultante da apposita certificazione, per i quali si chiede la deduzione, ed eventualmente quanto indicato al punto 413 della CU (contributi previdenza complementare NON dedotti dal reddito).

Attenzione: se risulta compilato anche il punto 421 della CU (previdenza complementare per familiari a carico) l’importo da indicare sarà il punto 413 diminuito della quota NON dedotta riferita ai familiari indicata nel punto 423 della CU.

Limite massimo deducibile € 5.165.

— Rigo E28 (se nel punto 411 CU è indicato il cod. 3) contributi versati da lavoratori di prima occupazione:

Riservato ai lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 o che non avevano una posizione previdenziale aperta a quella data.

Il limite massimo deducibile è di € 5.165 nei primi 5 anni di occupazione.

Il limite massimo è elevato al massimo a € 7.747 per i 20 anni successivi ai primi 5 di partecipazione alle forme pensionistiche, qualora nei primi 5 anni di occupazione abbiano effettuato versamenti di importo inferiore a € 5.165.

Il rigo va compilato per tenere in evidenza la situazione dei primi 5 anni di occupazione.

Rigo E29 (se nel punto 411 CU è indicato il cod. 2) contributi versati a Fondi in squilibrio finanziario:

In questo caso i contributi versati sono interamente deducibili, senza il limite massimo di € 5.165, che non viene applicato ai versamenti di contributi versati ai Fondi in stato di accertato squilibrio finanziario e con piano di riequilibrio approvato dal Ministero del Lavoro.

— Rigo E30 (Familiari a carico) contributi versati per familiari a carico:

Rientrano nel calcolo dell’importo massimo deducibile di € 5.165.

Indicare i contributi per familiari a carico versati direttamente dal datore di lavoro del contribuente e, indicati ai punti 422 e 423 della CU o i versamenti diretti eseguiti dal contribuente a favore di familiari a carico ;

Sono deducibili anche i contributi versati direttamente dai familiari a carico e da loro non dedotti in dichiarazione dei redditi: l’importo è rilevabile nelle annotazioni del loro Modello 730–3/2017.

Rigo E31 (se nel punto 411 CU è indicato il cod. 4) contributi versati per fondo pensione negoziale dei dipendenti pubblici:

Per i dipendenti pubblici che si iscrivono a fondi pensione negoziali a loro destinati ( ad es: Fondo Scuola Espero ).

Qualora invece il dipendente pubblico aderisca ad un Fondo per il quale non rileva l’appartenenza al settore pubblico, quindi scelga ad esempio un qualsiasi fondo aperto, va compilato il rigo E27.

L’importo deducibile dei contributi versati non può essere superiore al 12% del reddito complessivo e, comunque, nel limite di € 5.165.

Inoltre, con riferimento ai soli redditi di lavoro dipendente, la deduzione non può superare il doppio della quota di TFR destinata al fondo .

Documentazione da presentare:

- attestazione dei versamenti effettuati;

- modello 730/2017 o Unico 2017 del familiare a carico per i contributi da questi non dedotti.


Rigo E32 — SPESE PER ACQUISTO O COSTRUZIONE DI ABITAZIONI DATE IN LOCAZIONE:

Chi acquista o costruisce un’abitazione destinata alla locazione a canone concordato ha diritto a una deduzione del reddito complessivo del 20% delle spese e degli interessi passivi sull’eventuale mutuo, per un importo massimo di € 300.000.

Chi ha diritto alla deduzione

L’agevolazione riguarda:

· l’acquisto, dal 01–01–14 fino al 31–12–17, di unità immobiliari a destinazione residenziale di nuova costruzione, invendute al 12–11–14, cedute da imprese di costruzione e da cooperative edilizie;

· l’acquisto, dal dal 01–01–14 fino al 31–12–17, di unità immobiliari a destinazione residenziale oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, o di restauro e di risanamento conservativo cedute da imprese di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie;

· la costruzione, da ultimarsi entro il 31–12–17, di unità immobiliari a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori, per cui prima del 12–11–14 sia stato rilasciato il titolo abilitativo edilizio, comunque denominato.

Condizioni richieste: per fruire dell’agevolazione l’immobile deve essere destinato alla locazione, entro sei mesi dall’acquisto, per almeno 8 anni. Se l’acquisto è avvenuto prima del 03–12–15, il periodo di sei mesi decorre da tale data. Nel caso di costruzione, il periodo di sei mesi decorre dal rilascio del certificato di agibilità o dalla data di formazione del silenzio assenso al rilascio di tale certificato.

Quota deducibile — La deduzione è pari al 20%:

- del prezzo di acquisto risultante dall’atto di compravendita, nonché degli interessi passivi per mutui contratti per l’acquisto medesimo;

- delle spese sostenute per prestazioni di servizi dipendenti dai contratti di appalto attestate dall’impresa che esegue i lavori in caso di costruzione.

Il limite massimo complessivo di spesa, anche per più immobili, è pari ad € 300.000.

Quando inizia la deduzione: la deduzione è ripartita in 8 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno nel quale avviene la stipula del contratto di locazione e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge per le medesime spese.

Documentazione da presentare:

- atto di compravendita e atto di mutuo, se presente;

- contratto di locazione registrato;

- attestazione dell’impresa che esegue i lavori delle spese sostenute in caso di costruzione/ristrutturazione.


Rigo E33 — RESTITUZIONE SOMME AL SOGGETTO EROGATORE:

A partire dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, l’ammontare delle somme restituite al soggetto erogatore in un periodo d’imposta diverso da quello in cui sono state assoggettate a tassazione, anche separata, può essere portate in deduzione dal reddito complessivo nell’anno di restituzione o, se in tutto o in parte non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione, nei periodi d’imposta successivi.

In alternativa, è possibile chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto secondo modalità definite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Può trattarsi, oltre che dei redditi di lavoro dipendente, anche di compensi di lavoro autonomo professionale o di redditi diversi (lavoro autonomo occasionale o altro).

COLONNA 1 — SOMME RESTITUITE NELL’ANNO: indicare le somme restituite nell’anno (compreso l’importo di cui al punto 440 della CU2017).

COLONNA 2 — RESIDUO PRECEDENTE DICHIARAZIONE: l’eventuale importo che nell’anno 2015 non ha trovato piena capienza nel reddito complessivo dell’anno e che pertanto non è stato interamente dedotto (importo rilevabile al punto 149 del modello 730- 3/2016), riportato a nuovo come “Residuo da precedente dichiarazione”.