THE BOYLE HOUSE — reenboog.it

di Antonio Drago — www.reenboog.it

Il viaggio in macchina da Cape Town iniziò presto quella mattina di fine Aprile. Non avevo idea di come sarebbe stata la residenza estiva dei Boyle— la famiglia che mi ospitò durante il mio primo soggiorno nel Western Cape — ma dai racconti delle bambine cominciavo ad aspettarmi qualcosa di diverso dallo scenario di ville stratosferiche affacciate sull'oceano a Clifton. Il bagagliaio della Chevrolet era stracolmo di borse frigo con il carico di spesa necessario ad affrontare il weekend fuori città. Non mancavano la carne per il braai, una dozzina di birre Castle Lager e quintali di crema solare per proteggere la pelle bianchissima e lentigginosa di quelle piccole pesti Sudafricane, senza togliere però il giusto spazio in macchina ad Adriëlle, la golden retriever di casa che andava ovunque i Boyle andassero. Il lungo viaggio sulla N2 si fece molto più interessante quando passammo da Somerset West. All'orizzonte infatti si apriva lo spettacolo suggestivo della False Bay con in primo piano i moderni grattacieli della Beach Rd a Strand. Poi l’oceano lasciò lentamente spazio a montagne maestose e gallerie: eravamo nella municipalità di Theewaterskloof, nel pieno distretto di Overberg. Erano già passate quasi due ore da quando c’eravamo messi in macchina e iniziavo a pentirmi per non essere rimasto in città a godermi un tranquillo gelato al Waterfront. Non sapevo ancora però che di quella “misteriosa” destinazione mi sarei innamorato perdutamente!

Kleinrivier Mountains, Overberg.

Lo svincolo sulla sinistra ci levò dall'autostrada e la macchina entrò in aperta zona agricola con appezzamenti di terreno divisi e coltivati con la precisione di un orologio svizzero. Tutto intorno era pacifico e fiabesco. L’autunno quasi alle porte cominciava a colorare gli alberi di arancione e tra le foglie comparivano tetti verdi o grigi di casette basse in stile Vittoriano. La natura era prorompente e i curati giardini “all'inglese” con ortensie, rose, viole e protee davano tanto spazio alla mia fantasia. Pensavo davvero di trovarmi in un posto surreale, magico. La bellezza disarmante di Cape Town aveva già sterminato nei miei pensieri lo stereotipo del Sudafrica di quando me lo immaginavo dall'Italia prima di partire, ma quel villaggio mi aveva rapito totalmente. Era come ritrovarsi catapultati in un romanzo di Lucy Maud Montgomery dove tutto sembrava fermo all’800, con i farmers che andavano in giro a cavallo mentre bambini biondissimi giocavano vicino le sponde del Sonderend River. Poco dopo avrei anche fantasticato sulla Contea immaginandomela come un posto ideale per il film del 2004 di M.Night Shyamalan, “The Village”.

Era Greyton, inaspettato piccolo borgo immerso nella campagna Sudafricana, fondato nel 1854 dall’inglese Herbert Vigne, che così lo chiamò in onore del governatore del Capo Sir George Grey.

Little Oak Cottage, 5 Caledon Street, Western Cape. littleoakcottage.co.za info@littleoakcottage.co.za

Non molto distante dalla Dutch Reformed Church in Hoof Street si trovava, nascosta da salici piangenti e sterlizie, la casa dei Boyle. Era modesta e graziosa, di un color giallo pastello con un vialetto di pietra costeggiato da fiori, decori Vittoriani all'ingresso e un tetto verde alla “Anna dai capelli rossi”. Nel retro il giardino si estendeva per chilometri con frutteti e piante grasse. Vicino al laghetto con le anatre c’era il capanno per gli attrezzi e un’ampia zona per il braai (il barbecue Sudafricano). L’ora del pranzo era già arrivata e dopo il lungo viaggio ci ritrovammo tutti davanti al fuoco in compagnia di un vino rosso della vicina Franschhoek.

Il soggiorno dai Boyle fu memorabile. Era il weekend di Pasqua e nel villaggio erano pervenuti residenti e turisti per trascorrere le vacanze in armonia. Il gran movimento animava il piccolo centro di appena 2,780 persone con negozietti vintage e coffee shops Afrikaner strapieni, dove provai il mio primo infuso di Rooibos accompagnato da dolci Boeri al cioccolato. Tra le mie caffetterie preferite a Greyton c’è Oak & Vigne sulla Botha St. Un posto molto trendy e colorato, con un’atmosfera rilassante, uno staff accogliente (specie se sei straniero) e un caffè buonissimo! È immerso tra le querce e qui solitamente “si riunisce mezza Cape Town”per la colazione.

info@oakandvigne.co.za
news.dining-out.co.za

E poi c’era il Market Place, dove al sabato mattina si alternavano a bancarelle di confetture fatte in casa, formaggi freschi, torte e miele, mercatini dell’usato dove acquistai un’edizione ingiallita di REBECCA arrivata li chissà quando, chissà come, chissà con chi!

Quel pomeriggio, inebriato da un’atmosfera onirica e con la sensazione di essere circondato da un paesaggio Canadese, andai nella Rockhopper Forest sotto una quercia al sole per leggere quel vecchio romanzo, perso nei miei pensieri: ero davvero in “Africa”?


Passeggiare per le vie di Greyton è un’esperienza che riporta indietro nel tempo. Quelle terre fertili comprate nel 1793 raccontano il passato coloniale di un Paese sorprendente che nasconde tesori a noi purtroppo sconosciuti. La bellezza della sua natura è ovvia (forse non troppo per chi si ostina a pensare che in Sudafrica ci siano soltanto bufali e gazzelle a spasso per la savana!)ma sono quei cottages incantati il suo valore aggiunto. Il villaggio infatti deve molto del suo fascino al patrimonio architettonico rimasto in gran parte intatto nonostante la crescita del turismo e la costruzione di strutture ricettive all'avanguardia, seppur progettate in stile country per non alterare l’armonia del posto. Rimane quindi una destinazione assai popolare per i visitatori che amano la combinazione tra sapore antico e comfort moderno. Dal canto mio, non smetterò mai di ringraziare i Boyle per questo magnifico regalo fuori dall'ordinario!