Charles Babbage: Personaggio dalle strabilianti idee contrastato dal suo periodo storico.

Cosa può impedire ad un uomo dalla strabiliante intelligenza di riuscire nel suo intento, dopo che tutto sembra andare per il meglio? Cosa può rovinare tutto da un momento all’altro, dopo che anche il governo del tuo paese sembra apprezzare il tuo lavoro e addirittura, per permettere la realizzazione di esso, ti offre un contributo in denaro? La risposta sembra essere il Periodo Storico. Probabilmente stiamo introducendo la vita ed i lavori di uno dei personaggi che più di diritto può esser presentato come “Il Personaggio giusto al momento sbagliato”. La storia di Charles Babbage ci insegna che non sempre menti brillanti riusciranno a fare la differenza nel periodo della loro esistenza, anzi, quest’ultimo talvolta sembra essere il problema principale, quello a cui non si può porre rimedio. Si parla del “ Problema principale” e non dell’ ”unico” problema, perchè in effetti ci saranno altri fattori che di certo non saranno d’aiuto al matematico e filosofo britannico, problemi che comunque influiranno nel limitare le progettazioni di Babbage,le quali finiranno per esser considerate esclusivamente delle idee brillanti, come si vedrà tra poco. Procediamo con ordine.

Charles Babbage, come è stato già accennato, è stato un matematico e filosofo britannico, nato a Londra nel 1791. La sua vita sarà circondata da questo connubio tra filosofia e matematica e, paradossalmente, è questo che gli permetterà di diventare un personaggio di rilevata importanza anche in campo informatico, quando gli sarà riconosciuto a tutti gli effetti il titolo di Scienziato Informatico. In particolare, la Storia dell’ Informatica lo ricorda per la progettazione di due macchine innovative : La Macchina Differenziale prima e la Macchina Analitica poi.

Si è arrivati alla progettazione della Macchina Differenziale, e quindi di un calcolatore sotto forma di macchina, perchè lo stesso Babbage ha ritenuto che i calcolatori umani sbagliassero troppo spesso per svariati motivi ( quelli più citati sembrarono essere la stanchezza e la noia). Dunque, quest’ultimo ha creduto fosse necessario instaurare un calcolatore meccanico che fosse particolarmente “specializzato” in calcoli matematici, più nello specifico in Equazioni Polinomiali. Così, nel 1822 Babbage propose lo sviluppo della macchina in un articolo inviato il 14 giugno alla Royal Astronomical Society. Sfruttando il sistema decimale, la macchina si sarebbe azionata (appunto) meccanicamente, grazie al movimento di una maniglia che a sua volta avrebbe mosso gli ingranaggi. Ecco presentato l’aiuto del governo: lo scienziato informatico ottenne un contributo di 1500 sterline per poter esser agevolato nella costruzione della macchina, ma esso risultò tutt’altro che sufficiente. Il fattore economico non fu l’unico ad incidere. Si susseguirono tensioni con gli operai e soprattutto venne dichiarata l’inadeguatezza degli ingranaggi messi a disposizione.

Ciò fa riflettere e non poco. Gli ingranaggi risultarono dunque inadatti al concepimento della macchina. Tra tutti i problemi sopra citati, questo sembra quello più facilmente risolvibile se pensiamo ad una realtà del tutto diversa da quella di cui faceva parte Babbage. Dopo aver fallito già una volta, chiunque si sarebbe tirato indietro, consapevole del fatto che il periodo non fosse dei più rosei per il progetto che ci si apprestava a realizzare. L’ avrebbero fatto proprio tutti, tranne il britannico, che non si diede per vinto e tra il 1833 ed il 1842 presentò la progettazione di una nuova macchina : La Macchina Analitica.

La Macchina Analitica era costituita in modo del tutto diverso rispetto alla prima macchina (ovvero la differenziale). Essa era composta da Schede Traforate, un Processore Aritmetico (utile ovviamente per i calcoli matematici), un’ Unità Centrale, un Meccanismo di Uscita ed infine da una memoria (laddove vi è il salvataggio dei dati). Questa macchina non era solamente diversa per quanto riguarda le caratteristiche. infatti, era diversa anche dal punto di vista delle competenze: la macchina era in grado di effettuare qualsiasi tipologia di calcolo.

Come sempre, idee ben precise, progetto avvincente, ma realizzazione impossibile. Nessuno ha il potere di rendere produttivo un periodo poco florido, neanche una delle menti più eccellenti che l’informatica abbia mai conosciuto. “Ma allora perchè ostinarsi a provare e riprovare continuamente?” , potrebbe concludere qualcuno. Lo scopo, a quel punto, sembrò esser uno solo : sperare che tali studi potessero aiutare qualcuno che a differenza di Babbage potesse essere “la persona giusta al momento giusto” . E così sarà. Babbage morì il 17 Ottobre 1871, ma nessuno si azzardi a giudicare vano il suo lavoro. Come si sa, il progetto per la seconda macchina, ovvero il progetto per la Macchina analitica (approfondito anche dalle note di Ada Lovelace) porterà Alan Turing, quasi cento anni dopo, ad inventare i primi computer elettronici. E non finisce qui. La macchina analitica è anche a tutti gli effetti “il primo vero calcolatore elettronico “.

Tutto ciò cosa ci insegna? Probabilmente, ci insegna che quando si ha un progetto bisogna far di tutto per realizzarlo, combattendo anche con i problemi della propria era. Se è di capolavoro che si parla, prima o poi esso avrà la riconoscenza che si merita. Anche se si dovrà attendere la propria morte per riceverla.