Regola n. 4 — VIVERE DI OSSESSIONI.
Mimma Rapicano
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Bello, bellissimo: non mollare.

Ma non si può sempre “non mollare”. Diciamoci la verità, si molla eccome.

Non mi hanno mai detto: molla. Peggio. Mi hanno chiesto: sei sicuro? E io non lo ero. Come si fa ad essere sicuri quando non è venuto nessun angelo a dirti che sei destinato? E si sa, non tutti hanno sottomano uno sciamano che ci fa vedere gli angeli.

Confesso: ho mollato tre volte. E’ passato qualche anno (a volte più di qualche) e puntualmente la “cosa” si è ripresentata. Tal quale. Magari nel frattempo il mondo è cambiato un paio di volte, si è sviluppata qualche rivoluzione digitale qui e là e BAM!, eccola lì, la stessa “cosa”.

Una volta esistevano delle macchinette a batteria che andavano sempre dritto ma se sbattevano contro il muro si rigiravano e ripartivano. Da piccolo mi divertivo a mettergli intorno dei libri abbastanza vicini per farle sbattere di continuo e girare sempre in tondo. Sadico. Per un pò ho pensato che qualcuno lassù o quaggiù ce l’avesse con me e mi facesse lo stesso scherzo. Credo invece che, come allora, i muri ce li mettessi io quando la gente mi chiedeva: sei sicuro?

Si, adesso sono sicuro che non c’è nulla di sicuro tranne una cosa e che quando ti fanno quella domanda devi sempre rispondere “Si, perchè sono vivo”.

Non mi sento un eroe. Ma stavolta neppure un fesso.

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