Intelligenza Artificiale ed Emotiva: buone notizie per i professionisti HR!

Come tutti i grandi cambiamenti, l’Industria 4.0 offre delle interessanti opportunità ma può essere anche percepita come una minaccia da parte del mondo delle imprese e, più in generale, da parte del mercato del lavoro.

Ross ed Heliograf, rispettivamente il primo avvocato ed il secondo giornalista robot, non ci possono lasciare indifferenti: l’Intelligenza Artificiale, sempre più parte integrante della vita di tutti noi, va considerata non solo come una realtà, ma anche e soprattutto come opportunità, ma prima va compresa.

Non ho timore ad ammettere di esserne un po’ spaventata: faccio fatica ad immaginare tutti gli impatti che la quarta rivoluzione industriale avrà sulle nostre vite. Nonostante questo mi piace considerare questa rivoluzione come un’evoluzione ed un’opportunità. L’impatto reale lo scopriremo solo vivendo, ma provo a ricercare fin da subito delle possibili evidenze dei vantaggi che potrà offrirci, soprattutto per noi professionisti HR!

Infatti, pensiamo a ciò che è emerso dal Report sul futuro del lavoro redatto dal World Economic Forum, che ha inserito (ma guarda un po’) ai primi 6 posti nella classifica delle 10 competenze strategiche per il business del 2020, le seguenti skills:

1 — Capacità di trovare soluzione a problemi complessi

2 — Pensiero Critico

3 — Creatività

4 — Gestione delle persone

5 — Capacità di coordinarsi con gli altri

6 — Intelligenza emotiva

Interessante notare che la capacità di gestire la complessità era già al primo posto nella medesima classifica del 2015, la creatività occupava soltanto il decimo posto, mentre l’intelligenza emotiva non era affatto presente.

La ritengo una buona notizia per noi HR, sostenitori e promotori dell’importanza di investire sullo sviluppo delle persone e sull’analisi e cura delle loro relazioni, al fine di strutturare un sistema organizzativo dinamico e sano che possa non solo funzionare, ma anche generare valore.

Lo sviluppo di forme di intelligenza alternative a quelle tipicamente umane, favorirà certamente una crescita ancora più rapida delle organizzazioni e renderà sempre più necessaria la capacità di gestirne la complessità. Capacità che, insieme all’Intelligenza Emotiva, è sempre più indispensabile allo scopo di migliorare le relazioni fra le persone e il loro coordinamento. Queste competenze, a differenza di quelle più tecniche e tipiche dell’Intelligenza Artificiale (molto costose ad oggi, ma a tendere sempre più a disposizione di tutte le organizzazioni e di tutte le persone) non si comprano ma ci sono date in dono ed è nostra responsabilità agirle, allenarle e valorizzarle per poterle affinare e, di conseguenza, per poter migliorare noi stessi e la qualità della nostra vita.