Che cos’è la Realtà?

☺ Vorrei sapere: Che cos’è la realtà? Sì, lo so, è una domanda difficile.
Sembra difficile, ma non lo è. Basta usare un po’ di buon senso. Prendi l’esempio del bicchiere d’acqua, che si trova di fronte a te. Lo vedi?
☺ Certamente.
☺ È reale il bicchiere? È parte della tua realtà?
☺ Ovviamente sì.
☺ Dimmi: Qual è il criterio che stai usando per poter dire “ovviamente sì”?
☺ È semplice: lo posso toccare.
☺ Giusto. Toccare il bicchiere significa avere con il bicchiere un’esperienza. L’esperienza di toccarlo, per l’appunto. In altre parole, il bicchiere è reale per te poiché è disponibile alla tua esperienza. Concordi?
☺ Sicuro. Questo è esattamente il criterio che ho usato per determinare ciò che è reale per me, e nella fattispecie la realtà del bicchiere.
☺ Dunque, la realtà, la tua realtà, è formata da tutto ciò che è disponibile alla tua esperienza, adesso. Se specifico “adesso” è perché, come ben sai, non esiste un altro momento. Esiste solo il presente, se così si può dire. Ma ora dimmi: Come la mettiamo con le cose che non puoi toccare, o più generalmente percepire con gli altri tuoi sensi, perché troppo distanti? Le cose di cui non puoi fare esperienza, adesso. Sono ciononostante reali?
☺ Direi di sì.
☺ Immagina la città di New York. Tu ti trovi nella tua città, che non è New York, e qualcuno ti chiede: È reale la città di New York? Cosa rispondi?
☺ Il mio buon senso mi dice di sì, che è reale.
☺ Ma qual è in questo caso il criterio di realtà che inconsapevolmente staresti usando per poter dire di sì? Cosa ti permette di affermare, con ragionevole certezza, che New York è reale, sebbene in questo momento tu non ne stia facendo esperienza?
☺ Hm …
☺ In questo istante, correggimi se sbaglio, stai facendo esperienza della tua città, non di New York. E non puoi fare esperienza di entrambe simultaneamente, dato che ancora non hai sviluppato il dono dell’ubiquità.
☺ Su questo concordo. Quindi?
☺ Quindi la tua città è la tua scelta di adesso. Ma in alternativa avresti potuto scegliere New York. Questo perché New York, come la tua città, è rimasta sempre disponibile alla tua esperienza, indipendentemente dalla tua scelta di avere in questo momento un’esperienza con la tua città, anziché con New York.
☺ Mi stai forse dicendo che nel mio passato avrei potuto scegliere diversamente?
☺ Esatto. Ieri avresti potuto prendere un volo per New York e in questo momento, proprio adesso, ti troveresti laggiù, anziché nella tua città. Staresti avendo un’esperienza con New York, adesso. E di ciò puoi esserne ragionevolmente certa.
☺ Concordo. Secondo la mia esperienza, le cose, come la città di New York, non hanno tendenza a sparire nel nulla quando non le sto osservando, o più generalmente sperimentando.
☺ Assolutamente, se non altro entro i limiti della loro durata di vita. Le entità che popolano la tua realtà, come il bicchiere d’acqua di fronte a te, la tua città, in cui ti trovi in questo momento, e New York, manifestano continuità e autonomia di esistenza.
☺ Dunque New York sarebbe altrettanto reale che la mia città, poiché al pari di essa sarebbe un’entità disponibile alla mia esperienza?
☺ Hai colto nel segno. Quello che stavo cercando di dirti è che la tua realtà è tutto ciò che avresti potuto sperimentare nel tuo presente, se così avessi scelto nel tuo passato. E questo significa che la tua realtà è un insieme di possibilità. L’insieme di tutte le tue possibili esperienze: quelle che avresti potuto scegliere nel passato e di conseguenza vivere nel tuo presente.
☺ Sbaglio o mi stai suggerendo che la sostanza del reale sarebbe la possibilità?
☺ Non sbagli.
☺ Mi sorge un interrogativo: Perché la realtà sarebbe fatta di possibilità?
☺ La risposta è semplice: non sei in grado di sperimentare ogni cosa simultaneamente. Non ancora se non altro. Un giorno, chissà! Pertanto, devi esplorare il reale pezzo per pezzo. Devi operare delle scelte.
☺ Hm … possibilità e scelta … è come se fossero le due facce di una stessa medaglia.
☺ Sì, le due facce di una strana medaglia: quando scegli, poni in essere delle possibilità, che pertanto sono fatte del suo stesso scegliere.
☺ Allora è come se la mia realtà venisse posta in essere dalle mie stesse scelte.
☺ Togli pure il “come se”. La tua realtà è letteralmente fatta di scelte, cioè di possibilità.
☺ Io però non sono uguale a te.
☺ Non manifestamente se non altro.
☺ Voglio dire: le tue possibilità differiscono dalle mie. Ci sono cose che sono possibili per te, ma non per me, e viceversa.
☺ Hai ragione: non abbiamo lo stesso potere personale. Per esempio, non posso importi una mia scelta. Non ne ho il potere. Non rientra nelle mie possibilità. Non fa parte della mia realtà.
☺ E lo stesso varrebbe per me: non posso importi le mie scelte, non ne ho il potere.
☺ Giusto, non rientra nelle tue possibilità. Non fa parte della tua realtà.
☺ Sono d’accordo, ma per favore, ricordami perché è così.
☺ È così perché una scelta imposta non sarebbe una vera scelta, ma solo l’illusione di una scelta. Una scelta è sempre libera, altrimenti non è tale. È una causa prima. Un principio primo. Qualcosa di non deducibile a partire da qualcos’altro. Un puro atto creativo. Inspiegabile.
☺ Dunque tu ed io non viviamo nella stessa realtà?
☺ Tu hai la tua, ed io ho la mia. Esistono un’infinità di realtà differenti. Tante quante le coscienze in evoluzione. Tante quanti i soggetti in grado di operare delle scelte. Tante quanto le coscienze che hanno scelto di attuare il loro potenziale.
☺ Ma le nostre realtà, per quanto diverse, sono anche simili, o sbaglio?
☺ Non sbagli. Ci sono numerose possibilità che ci accomunano. Tu sei disponibile alla mia esperienza.
☺ Sì, è vero, sono parte della tua realtà.
☺ Ed io sono disponibile alla tua esperienza.
☺ Sì, sei parte della mia realtà.
☺ Possiamo interagire. Possiamo comunicare. Possiamo avere esperienze comuni, e condividerle.
☺ Possiamo giocare, crescere, ed evolverci assieme.
☺ Le nostre realtà personali s’intersecano, si combinano, si intrecciano: partecipano a un’unica grande realtà unitaria, in continuo mutamento.
Una realtà in cui possiamo discutere di cosa sia la realtà.
☺ ☺


Originally published at www.zenon.it on May 30, 2014.