E se la luna parlasse?

“Mi chiedete di spiegarmi, ma sono talmente lontana dalle parole, dalla logica, dal pensiero discorsivo, dall’intelletto… Mi trovo in uno stato segreto e indicibile, sono il mistero dove ha inizio ogni conoscenza segreta e profonda, quando vi immergete nelle mie acque silenziose senza chiedere nulla, senza cercare di definire nulla, al di fuori di qualsiasi luce.

Più entrate dentro di me, più vi attraggo. Non vi è nulla di chiaro in me. Sono senza fondo, sono senza sfumature, mi estendo nel regno dell’ombra. Sono un pantano dall’incommensurabile ricchezza, contengo tutti i totem, gli dèi preistorici, i tesori dei tempi passati e futuri. Sono la matrice. Al di là dell’inconscio sono la creazione stessa. Sfuggo a qualsiasi definizione. So che mi hanno adorata. Da quando gli esseri umani hanno sviluppato una scintilla di Coscienza, mi hanno identificato con essa. Come un cuore d’argento perfetto, illuminavo le tenebre della notte. Ero la luce che secondo il loro vago sospetto regnava nel profondo delle anime cieche. Mi ero tuffata in tutte le oscurità dell’universo. Là dove le entità avide guatavano la più piccola scintilla di Coscienza, dimensioni di follia, di solitudine assoluta, di delirio gelido, di quel silenzio doloroso che si chiama Poesia, ho dovuto riconoscere che per esistere dovevo andare là dove non c’ero.

Sono caduta dentro me stessa, sempre più giù. Mi perdevo scendendo verso nessun luogo finchè alla fine ‘Io’, la oscura, ha cessato di esistere. O meglio, ero una concavità infinita, una bocca spalancata che conteneva tutta la sete del mondo. Una vagina senza limiti divenuta aspirazione totale. Allora, in questa vacuità, in quest’assenza di contorni, finalmente ho potuto riflettere la totalità della luce. Una luce ardente che ho trasformato nel suo ardente riflesso, non la luce che genera bensì la luce che illumina.

Non insemino, indico soltanto. Chi riceve la mia luce sa quello che è, e niente di più. È più che sufficiente. Per diventare ricezione totale, ho dovuto rifiutarmi di dare. Nella notte, qualunque forma rigida viene annichilita dalla mia luce, a cominciare dal cuore. Al mio chiarore, l’angelo è angelo, la belva è belva, il pazzo è pazzo, il santo è santo. Sono lo specchio universale, chiunque può vedersi in me.”

A. Jodorowsky

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