La storia di Bitcoin

Quest’anno (2019) abbiamo festeggiato 10 anni di Bitcoin, ovvero dal suo primo blocco creato da Satoshi Nakamoto.

Nella coinbase si può leggere il titolo del Times del 3 Gennaio 2009

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The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks

Ma prima di quella data storica che cosa è successo?

40 anni di ricerca

Ho trovato in rete questa bellissima immagine che ripercorre dal 1973 al 2009 le tappe fondamentali del protocollo Bitcoin.

Abbiamo elementi come il Merkle Tree, nel 1980. Il Merkle tree elemento fondamentale per l’indicizzazione delle transazioni. Permette ai nodi SPV di fare delle ricerche senza scaricare l’intera blockchain, ed è anche elemento fondamentale per il PoW.

1985 Elliptic Curve Cryptography, la crittografia utilizzata da Bitcoin per firmare le transazioni.

Ma più che tecnologie mi vorrei soffermare sulle persone e su quei progetti che hanno fatto diventare Bitcoin quello che è adesso.

Tutti conosciamo Satoshi Nakamoto come il creatore di Bitcoin, ma nessuno sa la sua vera identità.

Molti sostengono che non sia una persona soltanto, ma bensì, un gruppo di persone ad aver creato Bitcoin, e forse è l’ipotesi più plausibile.

Ma andiamo per gradi:

Alla fine degli anni 80 nacque un movimento, Cypherpunks.

Che cosa è un movimento Cypherpunks?

Un movimento Cypherpunks è un movimento che si pone come obiettivo quello di aumentare la privacy tramite la crittografia al fine di ottenere un cambiamento socio politico.

Un movimento molto ambizioso.


David Chaum — DigiCash Inc

Security without Identification: Transaction Systems to Make Big Brother Obsolete, cosi David Chaum, pubblicò il suo pensiero.

Chaum nel 1989 crea una società DigiCash Inc. la quale aveva come obiettivo quello di portare le sue “monete” nel mondo bancario.

Era una forma di pagamento elettronico anticipato, infatti l’utente doveva prelevare banconote dalla banca ed assegnare chiavi (pubblica e privata) da inviare al destinatario. In questo modo sarebbe stato impossibile per le banche e per i governi rintracciare gli utenti , dato che gli utenti erano identificati con una stringa alfanumerica…ricorda qualcosa?

Purtroppo questo soffriva di centralizzazione in quanto la banca doveva rilasciare un nullaosta per utilizzarle, e dopo innumerevoli tentativi di colmare questo gap, la società andò in fallimento.

Ma questo fu l’inizio della rivoluzione. 👊

Da qui iniziarono ad entrare dei personaggi molto importanti


Adam Back — Hashcash

Già nel 1997 si parlava di Proof of work (PoW).

Infatti Adam Back creò Hashcash, basato appunto sul Proof of work, per limitare lo spam email e attacchi DoS.

Come?

Rendendo la vita difficile agli spammers, il cui obiettivo è quello di mandare una grande quantità di email a basso costo.

Mentre in questo modo il destinatario poteva verificare che il mittente avesse effettivamente fatto il PoW e quindi filtrare più facilmente.

Questo algoritmo suona famigliare ?


Wei Dai — b-money

L’anno successivo, 1998, Wei Dai, pubblicò il primo paper dove descriveva la sua idea di criptovaluta.

La b-money.

Era la prima criptovaluta anonima e distribuita.

Dai sviluppò due protocolli

Il Primo serviva per mantenere un database sincronizzato, dove registrare tutte le informazioni relative al mezzo di scambio, quindi ogni utente aveva questo database, quindi stiamo parlando di decentralizzazione.

Proprio come fanno i full node di Bitcoin che hanno la copia esatta della blockchain nel database LevelDb

Il secondo, serviva per conteggiare l’ammontare di b-money posseduti.


Hal Finney — RPoW

Nel 2004, Hal Finney, sulla base di Hashcash, creo RPoW, Reusable Proof of work.

Permetteva lo scambio di token e garantiva che ogni token potesse essere speso solo una volta.

Si chiamava RPoW, perchè oltre al PoW, utilizzava anche una crittografia RSA asimmetrica per firmare le Transazioni, quindi RPoW.

R di RSA e PoW di Proof of work

Questo progetto soffriva però di centralizzazione, in quanto le convalide per il double spending, venivano fatte da un server centralizzato


Nick Szabo

Si arriva quindi a Nick Szabo, che pubblica Bit gold.

Una valuta digitale basata su RPoW.

Bit gold proponeva un sistema decentralizzato, dove gli utenti grazie alla loro coppia di chiavi, firmavano la transazione, ovvero utilizzavano la firma digitale.

Anche se BitGold non ha mai visto luce, è da molti considerato il precursore del Bitcoin, anche perchè introduceva argomenti come Byzantine fault-tolerant , il timestamping e la risoluzione di puzzle criptografici da parte degli utenti.

A differenza di bitcoin, questa moneta non avrebbe avuto una supply


Si arriva quindi al 2008, proprio durante la crisi finanziaria nasce Bitcoin.

Sembra infatti che Satoshi Nakamoto abbia riunito tutto il buono fatto dai precedenti personaggi ed abbia creato quello che tutti oggi noi conosciamo come blockchain e Bitcoin.

Ancora oggi non sappiamo la vera identità di Satoshi Nakamoto

La rivoluzione è nata 👊


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