Ricordate il proverbio “chi troppo vuole, nulla stringe”? Mi è tornato in mente stamattina leggendo le cronache dal Senato sulla questione della legge sulle unioni civili.

Io sono fondamentalmente convinta di una cosa: che se il DDL Cirinnà non avesse (e credo ciò sia stata un’abile e voluta mossa di marketing) mescolato troppe questioni tutte insieme avrebbe avuto decisamente vita più facile e probabilmente sarebbe già legge.

Perchè dico questo? Perché se il vero obiettivo del DLL è quello sbandierato a più non posso di regolamentare unioni diverse da quelle oggi riconosciute da matrimonio (e si noti il voluto uso dei termini), dopo il voltafaccia del M5S c’era una sola cosa da fare: togliere tutto quello che esulava in senso stretto da questo - leggi stepchild adoption - e portare a casa il risultato, che a quel punto sarebbe arrivato.

Invece di “vincere” tante piccole battaglie si instiste su questa legge per vincere in un sol colpo tutta la guerra. E allora a me, che fondamentalmente credo che si debbano mettere insieme le legislazioni esistenti in materia - perché a differenza di ciò che ci viene detto, esistono già! - per regolamentare questo tipo di unioni - e quindi non mi ritengo una bigotta retrograda - si insinua un grande, grandissimo dubbio: ma vuoi vedere che in fondo il vero obiettivo non è regolamentare le unioni diverse dal matrimonio, ma utilizzare questo punto della legge - e usando codardamente chi ingenuamente supporta questa causa e peggio, chi vive queste situazioni - come un cavallo di Troia per qualcosa di ben più profondo: stepchild ma soprattutto, in divenire, utero in affitto? Si, lo so che “in Italia l’utero in affitto è e rimarrà illegale”. Però, senza bisogno di richiamare alle armi i complotti, azioniamo il cervello e, facciamocela qualche domanda: aprire ad adozioni per coppie omosessuali non vuol dire, sotto sotto, creare terreno fertile e mercato a perché dopodomani le lobby - si, lobby, chiamiamole con il loro nome, please! - dato l’enorme giro di affari, vengano educatamente a bussare alla porta dei nostri politici per legiferare a riguardo?

Funziona così nel marketing, sapete? Non ti sbattono il prodotto subito in faccia, ma prima creano il terreno fertile su cui noi - casulamente - sentiremo nascere un bisogno e al momento buono tac, ecco che magicamente ci vengono a dire che quel nostro bisogno lì verrà soddisfatto proprio da quel prodotto. Ma guarda te che carini!

Hitler, per spararla grossa, non ha fatto poi mica in modo tanto diverso: ha incominciato a creare nell’opinione pubblica la paura per i diversi e per gli ebrei. E l’ha fatto sottilmente. E quando essa era stata abbastanza “cotta” ha sferrato il colpo contro gli ebrei con l’appoggio morale della popolazione, adeguatamente circuita prima.

Non mi si perdonerà, ma sono formalmente convinta che il DDL sia stato adeguatamente pensato in modo che, essendo un blocco monolitico pur contenendo aspetti diversi, vada preso intereamente o pro o contro. E questo risulta mediaticamente molto rilevante: perché se io su una questione posso voler discutere - e nella Chiesa, la grande nemica, le porte aperte alla discussione su certi temi ci sono - ma su un’altra sono per buon senso irremovibilmente contraria, se dico SI accetto tutto in blocco, se dico NO agli occhi esterni boccio tutto il blocco, anche ciò su cui in realtà sarei disposto a mediare e discutere, se fosse data la possibilità di farlo separatamente.

E allora, perdonatemi, siccome mi è stato dato in dote un cervello e con esso non posso che farmi delle domande, incomincio a dubitare fortemente della buona fede di chi ha scritto questo DDL.

Cara Cirinnà, cari sostenitori delle unioni civili, avete un solo modo per dimostrare la vostra buona fede: asciugare il DDL dei punti più contestati e far approvare il resto che può essere condiviso da una maggioranza. Altrimenti mi dispiace, ma non farete altro che confermare il mio dubbio che accusate di ciò gli altri, ma siate voi ad utilizzare la pelle di una minoranza per un vostro tornaconto e per spalancare le autostrade alle lobby. E chi troppo vuole, nulla stringe.