Lucca, la piana dello smog

Allarme PM10, parla l’assessore all’ambiente Raspini

Alla fine di questo 2015 Lucca si trova a combattere per un triste primato, quello di città più inquinata della Toscana. A confermarlo L’Agenzia Regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT), che dispone della banca dati di tutte le reti di monitoraggio, posizionate sul territorio regionale. Ad oggi Lucca ha superato largamente i 35 sforamenti di emissione giornaliera annualmente concessi. Sono infatti più di 40 i giorni in cui è stato registrato un livello di emissione superiore a quello consentito per il PM10, micropolveri sottili altamente inquinati, la cui dispersione nell’aria è in gran parte attribuibile ad attività dell’uomo, in particolare ai processi di combustione, come quelli degli inceneritori, degli impianti di riscaldamento e dei falò. Sono stati questi ultimi due fattori ad aggravare la situazione nella piana di Lucca, dove i dati registrati sono ad oggi allarmanti. Nell’ultima settimana gli sforamenti totali in Toscana sono stati 43, di cui ben 17 nel territorio lucchese, in particolare nella zona di Capannori. Qui, nella giornata di lunedì è stato registrato un picco di emissione pari a 95 µg/m³, quasi il doppio del limite giornaliero consentito, che è 50 µg/m³. A Capannori questo limite (previsto dal D.Lgs 155/10 che regola la materia) è stato superato 13 volte solo del mese di novembre.

La centralina di Capannori, situata in Via Carlo Piagge, può contare 41 sforamenti, dall’inizio dell’anno. La nuova centralina di Lucca, attiva solo dalla scorsa estate, quindi sprovvista dei dati annuali, fa registrare 8 sforamenti dall’inizio di novembre. I fattori più rilevanti dell’inquinamento dell’aria a Lucca e nella piana sono due: da una parte la conformazione fisica di questo territorio che si presenta come una grande vallata chiusa da catene montuose su tutti i lati. -La condizione fisica, immutabile, favorisce il ristagno dell’aria e porta agli alti numeri di sforamenti che si registrano a Lucca rispetto ad esempio a Firenze, dove sono prevalenti le sorgenti inquinanti legate alla circolazione dei veicoli- spiega Francesco Raspini, assessore all’ambiente del comune di Lucca.

I dati più allarmanti sono sicuramente quelli relativi all’emissione giornaliera di PM10, per quanto riguarda le altre componenti dell’aria analizzate, come il PM2.5, che invece deve rimanere entro un limite di emissione medio calcolato annualmente, i dati fino ad ora non stanno creando particolari problematiche. I fattori che nella piana di Lucca possono dirsi maggiormente responsabili degli sforamenti registrati fino ad oggi sono le combustioni. Siano esse derivate da abbruciamenti all’aria aperta o caminetti. Per questo è stato deciso che la limitazione del traffico con sistema a targhe alterne era una soluzione inadeguata: -le auto inquinano- spiega Raspini- ma non in maniera preminente-. Negli anni passati quest’idea si è rivelata essere più “simbolica” che realmente utile, soprattutto per la difficoltà dei controlli. In base alla banca dati IRSE L’80% circa delle emissioni di PM10 e l’85%circa delle emissioni di PM2.5, dell’area PAC, sono attribuibili solo al riscaldamento domestico, mentre il settore trasporti è responsabile solo del 13% delle emissioni di PM10 e del 12% di PM2.5. Per questo, e anche per la sua difficile gestione, l’amministrazione ha deciso di non mettere in atto la limitazione del traffico con il sistema a targhe alterne. — La novità nell’approccio al problema dell’inquinamento dell’aria, è quella di una più stretta collaborazione che i comuni di Lucca, di Capannori e della Piana, hanno messo in campo- Spiega Raspini, che insieme a Matteo Francesconi, assessore all’ambiente del comune di Capannori, ha deciso che l’approccio migliore al problema sia la sensibilizzazione dei cittadini. –Il messaggio telefonico che hanno ricevuto tutti i residenti di Lucca e Capannori può sembrare una soluzione sottodimensionata al problema, ma come confermato dai soggetti competenti in materia (Asl, Arpat, Regione Toscana), l’informazione e l’educazione a comportamenti corretti risulta sicuramente uno degli strumenti più efficaci a nostra disposizione per cercare di contenere il danno, adesso e, sul lungo periodo, per cercare di invertire la tendenza-. Come spiega Raspini, trovare una soluzione al problema è certamente un obiettivo comune, infatti la prossima settimana i PAC d’area per il triennio 2016–2018 saranno adottati insieme dai cinque comuni della piana lucchese: Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo. Per l’occasione non è certo previsto nessun provvedimento-panacea, ma un complesso d’azioni che contribuiranno a migliorare l’attuale stato delle cose — Non è previsto alcun rimedio eclatante: si va dagli sgravi fiscali, per la trasformazione dei caminetti aperti in termocamini, all’implementazione delle piste ciclopedonali, al recupero gratuito delle potature-. Questa sarà la prima volta in cui le cinque amministrazione comunali si impegneranno su un unico fronte: quello del miglioramento dell’aria.