L’approccio narrativo in psicoterapia: perché le metafore sono così efficaci?

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La metafora rappresenta un ponte, un’integrazione tra il pensiero razionale e quello emozionale” B. Beck (1978)

Storie di cambiamento

Gli esseri umani sono organismi di narrazione che, individualmente e socialmente, conducono vite narrate (1). La narrazione aiuta a dare un’organizzazione al proprio mondo interiore e ad attribuire significati all’esistenza umana. Mentre le persone conducono le storie delle proprie vite, gli artisti narrativi le descrivono, ne raccolgono e sistemano racconti ed espongono storie di esperienza (1). Lo psicoterapeuta può essere visto come colui che rende esplicite le storie di un paziente e lo guida attraverso di esse per ricostruire le modalità e i costrutti attraverso cui il paziente si rivolge al mondo, dando voce al suo mondo interno e portando alla luce nuovi significati.

Si tratta dell’approccio narrativo, in cui lo storytelling è lo strumento principale, utilizzato sia come strumento di analisi della realtà, sia, allo stesso tempo, come dispositivo di produzione di contenuti (2).

Le metafore nello storytelling

Rivestendo lo psicologo del ruolo di narratore egli si avvale della capacità di costruire e sostenere una realtà attraverso l’uso della metafora, la quale disegna i collegamenti tra le qualità concettuali, affettive e sensoriali delle esperienze (3).

A studiare e definire il ruolo della metafora in psicologia è stato primariamente il lavoro di Milton Erickson, le cui idee hanno stimolato i progressi nell’ipnosi, la terapia familiare e la teoria della comunicazione e dell’interazione umana (3). Le metafore sono parti intrinseche del linguaggio comune e si possono esprimere in diversi modi: alcune metafore assumono la parvenza di lunghe storie, altre di brevi formulazioni linguistiche, quale ad esempio una breve connessione tra due parole o idee.

In generale, possiamo descrivere la metafora come una figura retorica in cui una parola o una frase denotano un tipo di oggetto o l’azione è usata al posto di un’altra per suggerire una somiglianza o analogia.

Usi ed effetti delle metafore

Quando nell’incontro con un paziente è chiamata in campo una metafora questi tenterà di comprenderla attraverso dei propri modelli di funzionamento ed elaborazione. Accederà dunque a quell’area che Milton Erickson chiamava inconscio, ovvero un luogo della nostra coscienza in cui sono conservate grandi risorse in termini di forza e conoscenza, ma dal difficile accesso (1); le metafore aiutano l’accesso a queste risorse tramite generazione di percorsi di conoscenza e consapevolezza fino ad ora inesplorati.

L’utilizzo di metafore facilita l’accesso alle risorse e dunque implica l’apprendimento di strategie di problem-solving: riportando la metafora ai propri modelli operativi e alla “scoperta” di una nuova soluzione, il paziente trova una modalità a lui propria di risoluzione di problemi (4).

I processi di cambiamento attraverso l’uso delle metafore sono indagati dagli autori McGuinty et al. (2012), i quali mettono a punto una tecnica di intervento chiamata Externalizing Metaphors Therapy (EMT). In questo processo l’individuo è messo nelle condizioni di esternalizzare il problema e di agire su di esso attraverso la metafora (5).

Infine, la metafora, a differenza del semplice racconto dal significato letterale, si rivolge direttamente al “cuore” delle persone. Largamente utilizzata come figura retorica in poesia e letteratura, riesce ad aggirare ostacoli e difese di chi ascolta, con successiva proiezione di significati da parte del destinatario. La metafora si offre, quindi, come strumento affinché emergano contenuti da trattare in terapia.

Le nuove metafore immersive

Il progetto di Psicologia Aumentata si occupa di trovare metafore adatte a questo scopo. Realizzato dal team di BECOME. Research And Psychology Hub, esso si occupa di immaginare, progettare e generare innovativi ambienti in Realtà Virtuale che rappresentino metafore universali e di immediata comprensione. Una barca che attraversa la tempesta, un albero che cresce nella foresta, l’incontro con un drago; le narrazioni sono supportate da musica composta ad hoc e rimandano a significati insiti nella vita dei pazienti, i quali, una volta emersi tramite la visione degli scenari, potranno essere immediatamente elaborati con il terapeuta.

L’utilizzo della Realtà Virtuale rende l’esperienza immersiva. L’immersività, abbinata alla musica e alla potenzia visiva della metafora, nonché alla sua stessa natura rivelatrice, potenzia i fenomeni evocativi e permette un lavoro con il paziente in grado di portare a galla nuovi significati, estendendo il setting e aumentando l’efficacia della terapia.

Neuroscienze e metafore

Anche le neuroscienze si sono occupate, in tempi recenti, dell’analisi e dell’elaborazione della metafora nel linguaggio. I risultati indicano che vi è un’attivazione di entrambi gli emisferi nel riconoscimento di metafore, dove, in particolare, l’emisfero destro avrebbe un ruolo speciale nella valutazione del significato idiomatico. Un dato interessante è che il significato letterale della metafora non sarebbe soppresso, ma elaborato contemporaneamente a quello metaforico. Inoltre, l’attivazione specifica delle regioni limbiche sinistra e destra ne suggerisce il ruolo nella connotazione emotiva (7).

(1)Connelly, F. M., & Clandinin, D. J. (1990). Stories of experience and narrative inquiry. Educational researcher, 19(5), 2–14.

(2)Fontana, A. (2016). Storytelling d’impresa: la guida definitiva. HOEPLI EDITORE.

(3)Kirmayer, L. J. (1988). Word magic and the rhetoric of common sense: Erickson’s metaphors for mind. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 36(3), 157–172.

(4)Lyness, K., & Thomas, V. (1995). Fitting a square peg in a square hole: Using metaphor in narrative therapy. Contemporary family therapy, 17(1), 127–142.

(5)McGuinty, E., Armstrong, D., Nelson, J., & Sheeler, S. (2012). Externalizing metaphors: Anxiety and high‐functioning autism. Journal of Child and Adolescent Psychiatric Nursing, 25(1), 9–16.

(6)http://diariodiunviandante.it/2018/07/08/itaca-costantino-kavafis/

(7)Proverbio, A. M., Crotti, N., Zani, A., & Adorni, R. (2009). The role of left and right hemispheres in the comprehension of idiomatic language: an electrical neuroimaging study. BMC neuroscience, 10(1), 116.

We are psychologists, technologists, artists and storytellers, all professionals aware of what a transformative experience can bring to people’s lives.

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