Chemistry #50 — The Antagonist

di Davide Borgna

Un vecchio adagio dei narratori recita: “Nulla fa grande una storia quanto un grande cattivo”. Si tratta di una verità divenuta proverbiale, abusata al punto da scadere in luogo comune, ma non per questo meno valida. Al di là dei facili schematismi, l’antagonista, il cattivo, il villain rappresenta insieme all’Eroe l’altra anima della vicenda, il cuore oscuro del racconto e il principale propulsore dell’azione drammatica.

Così come è altrettanto risaputo e proverbiale che, se la caratteristica del villain è quella di contrapporsi all’Eroe secondo una logica conflittuale, d’altro canto il protagonista e l’antagonista sono intimamente legati in un modo che riguarda le rispettive identità. L’antagonista non è soltanto colui che minaccia il mondo e i desideri dell’Eroe; è la metà oscura, la parte di sé che l’Eroe non sa o non vuole riconoscere. In Whiplash, il terribile Terence Fletcher è allo stesso tempo il maestro di Andrew Neiman e il suo aguzzino. Ma leggendo il film in chiave metaforica, potremmo considerarlo come una proiezione dell’io ossessionato e perfezionista di Andrew. Chi suona, scrive, recita, insomma chi fa arte con certe (serissime) intenzioni, avrà sempre dentro di sé un Fletcher pronto a sbraitare e a vessarlo per la sua inettitudine.

Che l’Eroe e l’Antagonista siano legati da corrispondenze profonde, è evidente nella narrativa avventurosa e di genere. Nella saga di Harry Potter, Voldemort e il giovane mago sono volutamente affini: di sangue misto, talentuosi, con una storia famigliare travagliata. Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan mette in scena un universo fosco nel quale ciascun personaggio risponde all’interrogativo: fin dove può spingersi il Bene nel combattere il Male? Bruce Wayne, Jim Gordon e Harvey Dent lottano affinché Gotham non affondi in una spirale di violenza. Ognuno dei tre affronta l’interrogativo di cui sopra in modo diverso. Gordon è diviso tra il bisogno di giustizia e la necessità di agire in modi talora scorretti; Harvey sogna una comunità armoniosa, troppo perfetta per realizzarsi — un sogno che gli procurerà pazzia e morte; Batman è il vigilante al di sopra della legge, che per il bene di Gotham sceglie non di morire da eroe, ma di diventare il cattivo.

Nel Cavaliere oscuro quindi non c’è un unico protagonista, ma piuttosto tre personaggi che a loro volta sono sfaccettature dello stesso dilemma di fondo. E contro tutti si erge Joker, il villain più riuscito degli ultimi anni, l’anarchico dalla risata folle che si oppone a qualsiasi tentativo di tenere a bada il caos del mondo.

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