Incipit #51

«Se mi accadrà di essere io stesso l’eroe della mia vita o se questa parte verrà sostenuta da qualche altro, lo diranno queste pagine. Per iniziare la mia vita proprio dal principio, ricorderò che nacqui (così mi hanno informato e così credo) un venerdì, a mezzanotte. Si notò che il pendolo prese a battere e io a strillare, simultaneamente.

Tenuto conto del giorno e dell’ora della mia nascita, la levatrice, e certe discrete comari del vicinato che s’erano vivamente interessate di me vari mesi prima che ci fosse possibilità alcuna che facessimo una personale conoscenza, dichiararono — primo — ch’ero destinato nella mia vita alla sventura, e — secondo — che avevo la prerogativa di vedere fantasmi e spiriti: doni questi, l’uno e l’altro, che vanno inevitabilmente legati, com’esse credevano, a tutti gli infelici pargoli dell’uno e dell’altro sesso che nascono nelle ore piccole della notte del venerdì.

Non è necessario che dica altro qui sul primo punto, giacché nulla meglio della mia storia potrà mostrare se questa predizione fu confermata o contraddetta dagli avvenimenti. Quanto al secondo punto della questione, noterò solamente che, a meno che abbia dato fondo a questa porzione dell’eredità quand’ero ancora bimbo, sinora non l’ho ancora riscossa. Ma non mi lagno affatto che questa mia proprietà mi sia stata trattenuta; e chiunque sia che presentemente ne gode l’uso, gli auguro di cuore che se la tenga.

Nacqui con la mia brava membrana, di cui venne annunziata sulle gazzette la vendita, per la modica cifra di quindici ghinee. Se i viaggiatori per mare fossero in quei tempi a corto di quattrini o fossero a corto di fiducia e preferissero il salvagente, non so; tutto quanto so è che non ci fu che un’unica solitaria offerta e questa venne da parte di un avvocato interessato in un’agenzia di cambio che offrì due sterline in contanti e il resto in vino di Xeres, ma non si mostrò disposto ad assicurarsi contro l’affogamento per una spesa maggiore. Di conseguenza l’annuncio venne ritirato in pura perdita — giacché quanto allo Xeres, era allora sul mercato lo Xeres della mia povera mamma — e dieci anni dopo la membrana venne proposta in una lotteria laggiù al nostro paese, con cinquanta concorrenti da mezza corona ciascuno, e cinque scellini di spesa per il vincitore.»

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