Berlino. Cinque cose belle

Non rubatemi la foto. Danke

Da qualche giorno sono tornata da Berlino. E mi manca.

Ci son stata per la quinta volta.

Appena ci ho messo piede, qualche anno fa, ho capito subito che ci saremo riviste. Per innamorarmene definitivamente è bastata qualche ora: da brava provinciale quale sono, ho un’attrazione fatale per le grandi città e per le infinite possibilità che sembrano promettere.

La folla e il caos non mi spaventano.

Nelle metropoli mi sento viva. Mi sento io.

Ma rimango pur sempre una provinciale e Berlino lo sa bene. Mi snobba, ma io non mollo: torno comunque, caparbiamente, a trovarla.

L’ho vista in primavera, estate, autunno e inverno, in quest’ordine, e non c’è afa o gelo che tenga: non mi basta mai. Ogni volta che sto per andare via, mentre faccio le valigie, penso: “La prossima volta andrò qui e anche là e farò questo e quest’altro”.

In attesa di rincontrarla, vi racconto quello che resta della mia ultima visita.

  1. La voglia di imparare a ballare la salsa. Sì, ho ballato la salsa a Berlino e per giunta in un posto stupendo, che regala ogni giorno serate danzanti di ogni tipo, aperte a tutti. Un intraprendente signore orientale di mezza età ha tentato di insegnarmi qualche passo, ignaro della mia totale mancanza di coordinazione.
  2. Il ricordo della neve che scende dentro la cupola di vetro del Reichstag. Se vi piacciono l’architettura e i panorami vi consiglio di visitarla. Io ho avuto la fortuna di farlo in una giornata di gelo: eravamo pochi e sembrava di stare dentro un igloo. Però bellissimo.
  3. La conferma che la cultura è più bella quando è condivisa. Lo so, queste romanticherie non sono da me, ma ascoltare un concerto dal vivo sul pavimento - affollatissimo- della hall della Berliner Philharmoniker, è stata un’esperienza che non dimenticherò. I musicisti regalano un’ora di musica classica dal vivo ogni martedì.
  4. Un paio di occhiali con le lenti tonde a specchio, comprati per pochi euro in uno dei negozietti vintage di Rosenthaler Strasse. Probabilmente non li userò mai, ma mi fanno sentire giovane.
  5. Infine, una domanda: ma perché in Italia è così difficile trovare bar accoglienti con il wi-fi? A Berlino sono dovunque, rifugio prediletto di creativi, studenti e free lance. Ci vivrei dentro, se potessi.

E a voi cosa è rimasto di Berlino?