Alette di pollo, abitudini e Dio — Scegliendo di vivere con proposito

Esattamente ieri, mentre rientravo casa, nel tragitto a piedi ho dato un rapido sguardo a Medium. Senza sapere come, mi sono ritrovato a leggere un breve post dal titolo intrigante: “Chicken Tenders, Routine, and God. Choosing to live intentionally”, che tradotto suona così: “Alette di pollo, abitudini e Dio. Scegliendo di vivere con proposito”.
Sono sempre più convito che Dio parli ai nostri cuori in modo ordinario, nei luoghi ordinari — magari mentre siamo seduti sul divano o dietro una scrivania da lavoro o in fila alla posta — in mezzo alle nostre routine. Spetta a noi affinare l’orecchio alla Sua voce. Ringrazio sin d’ora
Sarah Charles per avermi gentilmente concesso di poter ospitare il suo post nel mio blog. Per renderlo più comprensibile l’ho tradotto in italiano, adattando alcune espressioni o vocaboli che nella nostra lingua ne avrebbero reso poco comprensibile la lettura. Mi auguro possiate condividere come me quanto segue. Il brevissimo tempo speso per leggerlo credo ne valga la pena.


Mentre sedevo li, il mio stomaco brontolava, e ancora una volta chiedevo a mia madre quando sarebbe ritornata la cameriera. Il tempo sembrava ancora fermo. Era come se gli altri clienti avessero già ordinato e ricevuto il loro cibo.

Io avevo già scelto sul menù ciò che volevo: alette di pollo. Era ciò che ordinavo sempre. Sempre.

Mia mamma, dolce e paziente, si voltò verso di me: “siamo qui solo da tre minuti. Abbi pazienza. Perché non dai un’altra occhiata al menù?”

Ma io già sapevo ciò che volevo! Ero (e sono ancora) una creatura abitudinaria dopotutto.


Di tanto in tanto, la mia famiglia scherza ancora riguardo la “fase alette di pollo” che ho attraversato da bambina. Chi potrebbe biasimarmi però? Quel primo morso alla succulenta aletta da Cracker Barrel® era qualcosa da leccarsi i baffi, sempre. Sono sempre stata una ragazza che sa ciò che vuole. Mi trovo a mio agio nelle abitudini.

E’ conoscere ciò che hai intenzione di ordinare a un ristorante prima ancora di arrivarci. E’ assicurarsi che tutti i piatti siano fuori dal lavello prima di andare a letto. E’ guardare ogni mattina alle 9:00 Live condotto da Mike e Kelly.

Stamane ho imparato una cosa nuova: è lodare Dio con una metà di cuore (ndr. svogliatamente).

Ogni mattina mi sveglio, afferro la mia bevanda alla caffeina dal frigo (grazie Aaron Charles), mi siedo sul divano e inizio le mie preghiere quotidiane (cd. devozioni) tratte dal solito libro. E’ ciò che faccio. Ogni singola mattina.

Questa mattina ho deciso di fare una cosa spericolata e andare su Google. Digitando “devozioni quotidiane”, ne ho trovata una che si adattava alle mie necessità.

*Click*: Il Salmo 150 — un capitolo sulla lode a Dio — era il passaggio della scrittura per oggi. L’intero capitolo é composto sulla lode verso Dio. Lodarlo nel frastuono, in luoghi differenti, e così via.

Mi ha colpita. Seduta nel mio angolo personale, ogni mattina, mentre “trascorro del tempo con Dio”, perché parte delle mie abitudini. Non stavo lodando Dio, ma invero lo facevo così da poter dire: l’ho fatto. Se facevo qualcosa, la stavo compiendo per ottenere quello strano senso di realizzazione.

E’una pericolosa abitudine. Lodare Dio con una sola metà di cuore.

Quando finalmente sono uscita dalla mia mattinata abituale, ho effettivamente imparato qualcosa. Non stavo più camminando attraverso una vita senza meta. Stavo vivendo intenzionalmente (ndr. con proposito).

Oggi ti incoraggio: Avanza fuori dalle tue abitudini. Fa qualcosa di diverso. Leggi un libro differente, cambia il tuo allenamento, scegli un nuovo cibo sul menù.

Qualsiasi cosa sia, falla con proposito.


Di seguito puoi trovare il link all’articolo originale:

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