Gli Acrobati sui ponti di van der Waals #4

Un racconto work in progress…

Frame #4 — Acqua

E’ una stufa da quattro soldi ma sa fare il suo mestiere. La spina della radiolina è già inserita e a quest’ora non dovrebbe esserci pubblicità nella programmazione. 
Apro il rubinetto dell’acqua e lascio scorrere un attimo prima di bagnarmi.

Adesso va bene.

Da cosa trarre ispirazione? …mmm
Attingere dal passato? … difficile decifrarlo.
La realtá. Tutto attrae la mia attenzione, come un bimbo, poi inspiegabilmente tutto diventa indifferente. Anche questo non mi piace.

Vivo il presente e non ho dubbi su questo. Ci sono ancorato come una zavorra, fin troppo: inghiottendo sensazioni boccone dopo boccone. Ma sento anche i miei pensieri talvolta sorvolare il futuro, un certo futuro… “certo, quando dormo però!” 
Qualche volta mi definiscono addirittura un visionario. “Visionario si, come no!” Non riesco mai a crederci.
Un visionario può rifiutare i particolari? Io lascio che scappino via, lontano da me. Rimangono solo sensazioni, in grumi densi e appiccicosi, stupide ed inutili sensazioni, confuse, da inghiottire.

Difficilmente potrei attingere dal mio passato, i ricordi sono fulminei, si confondono con i sogni dai contorni più convincenti. Ho troppo bisogno di fissare la mia memoria sulla carta per non dimenticare. Questo mi fa male. Sono proprio un tossicodipendente di diari a pagine bianche. Meglio se in carta riciclata: masticate bene dai ricordi di qualcun altro.

La pelle diventa sempre più rossa. Forse esagero con l’acqua calda. Jasmine ha ragione quando scuote la testa. “e se progettassi un videogame con l’acqua come protagonista? Mmm… fra virtuale e reale, potrei chiamarlo H2Odissey … “no, nome troppo idiota” .

Mentre l’acqua continua scorrere sulla faccia incandescente continuo a scarabocchiare acronimi e non-sense sul vapore condensato del box doccia:

H-de in
2
O-re → cosa?

H-ppatoio in
2-ello
O-rganico → naturale o sintetico?

“no, sto scivolando troppo sul demenziale”, cancello tutto.

Sulla testa c’è ancora un po’ di schiuma. Mi sciacquo velocemente e chiudo il rubinetto. Afferro l’accappatoio che avevo lasciato riscaldare sulla stufa e comincio ad asciugarmi i capelli mentre immagini continuano a scorrere a dirotto dentro la mente.

Una molecola d’acqua. Una struttura straordinariamente elementare condensa un potere complesso è sconfinato. Elemento indispensabile. Mi siedo un attimo sul water, dentro uno dei rotoli di carta igienica di scorta sullo scaffale pesco una delle mie penne, un fazzolettino e mi appunto qualche idea… per un video si:

sequenze:

#1- parole scritte su una superficie trasparente, un forte getto d’acqua le cancella progressivamente…

#2- sorsi da un bicchiere di cristallo

#3- mulinelli scivolano dentro … “no no, giá vista su internet”

#4- bere dalle mani

#5- un castello di sabbia sciolto dalle onde del bagnasciuga

#6- bottiglie di plastica al supermercato

#7 un cubetto di ghiaccio si scioglie dentro un cocktail

#8 time-lapse della la neve che si scioglie lasciando intravedere l’erba verde

#9- freeze frame dal TG: gommoni stracolmi di clandestini e navi da crociera…

Cominciavo a sentire freddo nonostante la stufa.

Riemergeva dalla memoria quella strana sensazione malinconica di ieri, sotto la pioggia.

©angelamariabenivegna-2015/16