Sono un Bloggerstoppista, nell’era della web generation
Sergio Albertini
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Ciao Sergio,

provo a rispondere alla tua domanda, che semplice non è, nel modo più sintetico e personale possibile: “fare blogging”, in quella che è la mia visione, significa sostanzialmente tradurre in parole le proprie esperienze, conoscenze, riflessioni, osservazioni ed emozioni. Il blogger, di conseguenza, non è altro che un “traduttore”.

Pur non avendo mai provato altre forme di comunicazione diverse dalla scrittura (grafica a parte, ma quello è lavoro), non credo che “bloggare” sia molto diverso dal dipingere, dal comporre musica o dal realizzare un film. Sono tute forme di “traduzione”, all’interno delle quali colui che agisce utilizza un certo numero di strumenti e metodi per esternare ciò che ha dentro. E, ripeto, non parlo solo di emozioni.

Ben venga, dunque, questo cambio di posizione (da dentro a fuori) e le 1.000 forme in cui questo può essere attuato.

Questo è quanto.

Un saluto,
Simone

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