Grazie Mamma

Ciao Mamma,

sono davvero felice di scriverti, ma necessitavo di piu’ tempo per rispondere in modo adeguato alla tua email.

Ebbene si, mi sono innamorato; mi sono innamorato dell’odore della frutta lasciata ad ammarcire per le strade, mi sono innamorato del sole caldo, mi sono innamorato della jungla e del clima tropicale, ma la cosa piu’ importante e’ che mi sono innamorato della sensazione di essere lontano da tutti, circondato da persone che non conosco, constantemente sintonizzato su me stesso come mai ho fatto prima.

Ricordi quando da piccolo insistevi sul fatto che crescendo avrei apprezzato “gli stivaletti”? Non e’ mai accaduto. Purtroppo hai visto e vedi quelle che sono le tue proiezioni.

Quello degli stivaletti e’ solo un banale esempio; ti capita spesso di capire quello che ti va di capire; non e’ una critica, e’ solo per ricordarti che tutto quello che vediamo e percepiamo e’ frutto delle nostre convinzioni, giuste o sbagliate che siano, sviluppate dalle nostre esperienze di vita, delle persone di cui ci circondiamo, e da molte altre variabili che ci rendono unici e irripetibili nella nostra persona.

Quando l’altra volta mi hai chiesto se avessi una relazione, la mia risposta in merito all’averne diverse per il mondo era una risposta sincera. No, non sono innamorato di nessuna ragazza in particolare, ma e’ una sensazione indescrivibilmente bella quella di svegliarsi la mattina, indifferentemente dal luogo in cui ti trovi, ricevendo il “buongiorno” in lingue e fusi orari diversi.
Il fatto che io prediliga la Thailandia come scalo di quasi tutti i miei viaggi e’ perche’ mi piace davvero, la vivo sempre come una “transizione” dove occidente e oriente si incontrono, permettendo, nelle sfumature delle due culture e nei tuoi tempi, di ritrovare e soprattutto sentire un giusto equilibrio che in Europa non riesco a trovare mai.

Ricordo ancora quando con molto entusiasmo vi stavo condividendo la gioia della preparazione del mio primo viaggio intercontinentale, quello che mi sono sentito dire e’ stato “che cosa ci vai a fare? si va in quei posti solo per la droga,; scambieranno la tua borsa con una piena di droga e finirai in prigione per sempre”.
Se avessi ascoltato queste parole, generate da una visione incompleta, mi sarei precluso alcune delle esperienze piu’ belle della mia vita.
Queste esperienze mi hanno permesso di distruggere alcune delle convinzioni depotenzianti che avevo sulla mia persona e sulla vita stessa, permettendo una personale evoluzione che se fossi rimasto in Italia non avrei mai avuto.

Non fraintentedemi, ne te, ne il babbo; vi sono veramente e umilmente grato per tutti i sacrifici che avete fatto per me e mia sorella e che solo crescendo una persona e’ in grado di comprendere; uno dei regali piu’ belli e’ sicuramente avermi dato la possibilita’ di studiare, ed e’ grazie a questo che ho avuto modo di vivere esperienze che non avete vissuto.

Mi e’ difficile trasmetterti il disagio che ho nel tentativo di farti vedere dai miei occhi il mondo;

un modo di vedere molto diverso, frutto di quella diversita’ che voi avete contribuito a formare affinche’ un giorno faccia del suo meglio per superarvi con una volonta’ diversa dalla vostra della quale ha comunque un grande rispetto.

Un abbraccio