FENOMENOLOGIA DI ANDREA SCANZI

Andrea Scanzi mi ha sempre attratto. Specifico: non da un punto di vista sessuale perché sfortunatamente sono etero, ma la scrittura, il ritmo serrato dei testi e la sua sfacciata presunzione mi hanno sempre affascinato. Però, c’è sempre un però. Scanzi mi ha sedotto ma non mi ha mai conquistato. È lo stesso effetto che mi fanno quelle ragazze tanto belle da sembrare sogni, ma che poi quando ci parli sembra che la cosa più difficile che abbiano affrontato in vita loro sia stato l’esame di terza media. Così il sogno si trasforma in realtà e la realtà fa schifo. Naturalmente è una metafora, che è riferita più che altro all’originalità di pensiero del ghibellino aretino non al personaggio. Mi sono posto allora una domanda: cos’è che non mi conquista? Proveró a rispondere perculando la sua esilarante ten talking points che però ridurrò a five talking points perché non ho “sbatti”.

1. Da buon gaberiano sfotte potere e popolo. Quello che gli manca è lo stile. O meglio, la leggerezza. Gaber era leggero, lui ci prova ma la sua ironia scade spesso nell’acidità che è la peggior nemica dell’ironia. E se eccede sembra di sentire un Fedez qualunque che prova a fare il simpaticone a X factor.

2. La sua democristianità. Non che sia un concetto negativo, anzi. Ma lo è se è messo in piazza dai pennaioli che giocano a far gli anarchici come lui. È un amante totale dei 5 stelle. Però avendo il terrore di diventare l’Emilio Fede giallo quando smaschera le loro marachelle o stramberie si vede che ci sta male e ci soffre. Però li attacca comunque e così si fanfanizza. Un plauso all’onestà intellettuale, meno al fatto che la esercita malvolentieri.

3. È un eterno secondo. Questo mi piace, il fatto che non mi piace è che a lui non piaccia. Ha un ego troppo grosso per accettare di essere secondo rispetto a Travaglio e ora ha anche Buffa. Che poi cosa cerchi di imitare Buffa quando già lui e i suoi racconti hanno rotto alquanto.

4. Se per Guccini c’era una santa che sognava d’esser puttana. Per me Scanzi è un radical chic che sogna d’esser scorretto. Il problema è che siamo di fronte a un guascone da salotti buoni. Salotti dove magari non entra perché non saprebbe cosa mettersi o come comportarsi o perché non ce lo vogliono. Ma il brutto è che non è da salotto lui, lo sono le sue idee.

5. La banalità della sua incoerenza. Ritengo che l’incoerenza e la contraddittorietà siano i caratteri più esaltanti di una persona. Ma nel suo caso questo aspetto è davvero svilente. Un esempio è la sua idea sul referendum. Qualcuno gli ha detto che con questa riforma si avrà una deriva autoritaria e lui giustamente ci crede. Lo fa perché ha il terrore che con il si la democrazia che tanto gli è cara sarebbe in pericolo. Allo stesso tempo però sostiene che almeno “i 4/5 degli italiani se non di più” non sanno niente della riforma costituzionale. E anche se non lo dice, il fatto che questi voti,o e che soprattutto non votino come lui gli dà tremendamente fastidio. Ma Nun te piaceva la democrazia Andrè?

Per finire ciò che penso di Scanzi è che sia un 30 che non farà mai 31. E quanto gli rode. Quanto.

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