Miracolo a Porto

Alla scoperta della città portoghese che dopo 15 anni di declino sta vivendo un momento di grazia

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Porto, terza città del Portogallo, nell’ultimo decennio ha vinto per ben tre volte il titolo di “Migliore destinazione europea” assegnato dalla European Best Destinations, l’organizzazione che si occupa di promuovere la cultura e il turismo nel continente. Ma la sua popolarità non è sempre stata così alta.
La città sta risalendo la china negli ultimi tempi, dopo un periodo di declino durato più di 15 anni, che l’ha vista alle prese con un grande calo demografico iniziato subito dopo la chiusura del suo porto marittimo principale.

La cessazione dell’attività di questo sbocco sul mare ha infatti avuto come prima conseguenza lo spostamento verso altri lidi di industrie, società finanziare e attività commerciali che prima animavano Porto e le sue strade.
Solo nel 2017 la sua popolazione è aumentata per la prima volta in quarant’anni, invertendo una tendenza ormai radicata dagli anni Settanta.

Il turismo è quindi un fenomeno ancora relativamente “nuovo” per la città, a differenza della più rodata Lisbona; ma nell’aprirsi a un pubblico più ampio Porto vuole comunque conservare le sue particolarità, le sue architetture e le sue facciate di maioliche: è il caso dei famosi azulejos, che stanno a Porto come i sanpietrini stanno a Roma. Un approccio, questo, che ha fatto del suo centro storico un patrimonio dell’Unesco, e che gli è valso nel 2001 anche il titolo di Capitale europea della Cultura.

Un punto di svolta, che ha permesso l’afflusso di nuovi investimenti da parte dell’Unione Europea: fondi con cui è stato possibile ristrutturare teatri, musei, strade, portando nuova linfa vitale alla città. Sempre su questa linea si inserisce l’operato del suo sindaco Moreira; candidato outsider nelle elezioni del 2013 (è stato il primo sindaco “senza partito” eletto in una grande città europea), ha puntato fin dalla sua nomina a ritagliarsi una certa autonomia rispetto agli ordini di Lisbona. Nel suo lavoro come primo cittadino è stata infatti la cultura, per lui “il cemento della società”, la chiave di volta grazie alla quale promuovere di nuovo la coesione sociale e il turismo.

Una scelta che ha saputo valorizzare la sua straordinaria storia, a partire dal suo doppio volto — romano e medievale — fino ai suoi edifici del 19esimo secolo, per arrivare ai moderni bar e ristoranti che oggi la animano. Porto è una città unica e tra le sue strade è impossibile non trovare qualcosa che soddisfi i propri gusti.

Con buddybank è ancora più semplice. Grazie al servizio di lifestyle concierge, fornito da Quintessentially, chi ha attivo il Modulo Love può entrare in chat e iniziare a chiedere al propria assistente personale, disponibile 24/7 di gestire al meglio l’organizzazione.

Intanto, ecco qualche consiglio da insider su cosa visitare nella città che Saramago definiva “uno stile di colore”.

L’Igrea de Sao Francisco

Questa chiesa francescana edificata nel XIV secolo è (paradossalmente) un luogo ancora non troppo visitato di Porto, ideale per chi ama i percorsi meno battuti dai turisti. Caratterizzata da una facciata esterna in stile gotico, al suo interno rivela opulenti interni barocchi. La loro peculiarità è il rivestimento in foglia d’oro, per un totale che si stima oltre i 200 chili di metallo prezioso. Tra i capolavori conservati all’interno della chiesa, la notevole pala d’altare della cappella maggiore dedicata all’Albero di Jesse, rivisitata tra il 1718 e il 1721 da Filipe da Silva e António Gomes.

Livraria Lello

Una tappa irrinunciabile, in particolare per i fan della saga di Harry Potter, è la libreria Lello. La sua nascita risale al 1869 e negli anni si è posizionata nelle classifiche delle librerie più belle al mondo del Guardian e della casa editrice Lonely Planet. Caratterizzata da incredibili interni neogotici con elaborazioni liberty, sembra che le sue pareti abbiano ispirato alcune ambientazioni dei libri e delle loro trasposizioni cinematografiche.

Torre dos Clerigos

Se avete abbastanza energia per scalarne i suoi 225 scalini, la cima della Torre dos Clerigos saprà ricompensarvi con una vista incredibile sulla città. Oltre ad essere la torre simbolo di Porto, appena sotto la sua ombra troverete la Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau, un piccolo negozio dove acquistare uno dei piatti portoghesi più amato dai locali: le crocchette di baccalà, ottime per recuperare energia dopo la salita.

N-222

È possibile dire qual è la strada più bella del mondo da percorrere in auto? L’azienda Avis ci ha provato in maniera scientifica, arruolando un team di esperti composto, tra gli altri, da un designer di montagne russe, un fisico quantistico e un architetto di circuiti di Formula 1. Il risultato è stata una formula matematica — la Avis Driving Ratio — che, dopo essere stata applicata a venticinque strade diverse, ha definito vincitrice la N-222: la via, appena fuori da Porto, collega Peso da Régua a Pinhão; districandosi al fianco del fiume Douro, offre scorci emozionanti di paesaggio collinare ed è perfetta per una gita fuori porta.

Cantino das Aromaticas

Porto è famosa ai più soprattutto per il suo vino omonimo. Disseminate lungo la città, le enoteche per assaggiarlo non mancano. Ma vale la pena anche fare un giro al Cantinho das Aromáticas, una delle specialità olfattive meno conosciute della città. Su un terreno sopraelevato sul Rio Douro, a Vila Nova de Gaia, si aprono i profumati campi e i vivai di questo giardino. In appena 2 ettari e mezzo, questa fattoria biologica riesce a produrre ben 150 specie vegetali diverse, tra cui i visitatori sono invitati a vagare. Lungo le file ordinate di fiori aromatici, piante medicinali ed erbe da cucina, c’è spazio anche per chi vuole sporcarsi le mani e imparare qualcosa di più sulla loro coltivazione.

Pedro Limao

Gli amanti della cucina a Porto si sentiranno a casa: dal mercato alimentare del Mercado do Bolhão ai numerosi locali del porto (sul lato del fiume Gaia), questa città continua a dare spunti interessanti a tutti gli appassionati di cibo.
Un luogo da non perdere è il ristorante Pedro Limaõ, nel quartiere di Bonfim: lanciato da un ex architetto, il locale è costituito da appena sei tavoli attorno a una cucina a vista. Se con questo spirito si fosse trasferito a Londra, o anche a Lisbona, sarebbe stato l’apripista della nuova scena culinaria della città — fortunatamente per i Portuenses, è rimasto fedele alle sue radici.

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