Romeo: Cassazione contro Persecuzione

I legali del Gruppo: Ennesima prova che i procedimenti su Romeo sono costruiti sul nulla -

A carico del nostro assistito e delle sue aziende provvedimenti basati sul pregiudizio in dispregio degli indirizzi della Cassazione

E’ la quarta , dicesi quarta, clamorosa sentenza della Cassazione penale , che dà ragione ad Alfredo Romeo e alla Romeo Gestioni sulla ”insussistenza di gravi indizi di colpevolezza” nei procedimenti a carico del Gruppo.

I legali Francesco Carotenuto e Raffaele Ferola la definiscono una vicenda procedurale fa acqua da tutte le parti e che ciò nonostante ha procurato danni enormi a persone e aziende.

Alfredo Romeo è stato in carcere in modo immotivato, ingiusto e disgustoso. Non basta

Nonostante le decisioni contrarie e chiarificatrici della Suprema Corte- sottolinea la Romeo Gestioni — sono stati presi a nostro carico provvedimenti di esclusione del tutto arbitrari e pretestuosi, presi dalla Consip e dal suo ex AD, come confermano oggi le Sezioni Unite”.

La Romeo Gestioni

un’azienda sana e profondamente corretta e che è al centro di un attacco pretestuoso e violento, irrazionale e infondato — che mette a rischio la propria storia industriale e le vite di migliaia di dipendenti. Al centro, con l’azionista Alfredo Romeo, di una manovra che mira a fare di noi l’unico capro espiatorio di una indagine che non guarda ai veri nodi affaristico-politici del caso Consip, pur da noi denunciati con esposti alla stessa Consip, all’ANAC e all’Antitrust a partire dall’aprile del 2016.

Quel che resta da sapere non è poco.

A) Le vere ragioni di un attacco, tutto politico e mediatico, senza precedenti, chiaramente e permanentemente associato non solo alla persona di un leader di Governo e alla sua famiglia, ma ad una intera stagione politica. Una persecuzione a fini golpistici fatta di ipotesi e di accuse e non di fatti

B) Questo attacco ( di cui certamente hanno approfittato altri) e si è rivolto in danno non solo dell’azienda e del titolare, ma dei servizi pubblici resi in condizioni difficilissime. Per di più, le denunce di gravi violazioni della legalità fatte dalla Romeo Gestioni sui legami affaristico politici rivolte a Consip, ANAC e Antitrust restano inevase.

C) E’ stato ed è anche un episodio decisivo della guerra irragionevole e senza quartiere alla collaborazione trasparente tra pubblico e privato: nella gestione del territorio, di cui vediamo le conseguenze per esempio nella assurda vicenda della (mancata) manutenzione delle strade a Roma e a Napoli, dove corruzione e incapacità si sono date la mano con la “mano pubblica”, nella gestione miserevole dei patrimoni pubblici, come nelle politiche della casa gestiti con l’esclusiva della incapacità da chi si è riempito la bocca di slogan vuoti e infondati grazie a ricorrenti pogrom mediatici contro i privati

Quanto ci vorrà per capire tutto questo? E che si potrà mai fare, allora, per mettere rimedio non solo ad una ingiustizia giudiziaria o reputazionale, ma al destino del nostro patrimonio più importante : il territorio urbano? Triste ma doveroso pensarci.

Massimo Micucci