A che serve avere un sito?
Nel post di due settimane fa accennavo all’idea che i siti e i blog potrebbero non essere più necessari: la maggior parte dei contenuti possono infatti essere prodotti e condivisi direttamente sui social network, e i siti vanno assumendo sempre più un ruolo di mero archivio. Il discorso è molto più ampio di quello che voglio fare in questo piccolo post, ma a suo modo parte di lì.
Fatto salvo per quei siti web che hanno un’evidente ragione di esistere, a cosa serve avere un sito? Perché tutti quelli che hanno un’attività, che sia un’azienda, una bottega, un bar o una libera professione, ritengono necessario avere il proprio posticino su internet? Non è una domanda così scontata.
Ci sono alcune categorie di siti la cui ragion d’essere è chiara: i siti di informazione, ad esempio; gli e-commerce; i blog tematici, ad esempio di ricette, sul cinema o — che ne so — sui libri per bambini; i social network. Questi sono solo alcuni esempi che mi vengono in mente, magari ce ne sono altri. Tutti questi siti sono stati pensati per uno scopo ben preciso, che è fare informazione, vendere dei prodotti, creare comunità attorno ad argomenti ben precisi o mettere a disposizione delle comunità degli strumenti di condivisione di contenuti.
Ma pensate al sito aziendale della piccola srl di Casalecchio di Reno che produce arricciabaffi per gatti, o al sito personale del vostro amico che ha lasciato la scrivania e si è reinventato cuoco a domicilio; pensate al bar, alla tabaccheria o alla pizzeria che avete nei ditorni di casa. Che cosa hanno in comune i siti di tutte queste attività?
Risposta: in questi siti le pagine più importanti di tutte sono la pagina Chi sono e (soprattutto) la pagina Contatti.
(A proposito, qui su capalb.com le ho riviste e divise in due pagine, e sì, ho aggiornato la mappa del sito).
Chi sono
Nella pagina Chi sono, o Chi siamo, o About, o Su di noi, o L’azienda (o Il cuoco) (o Il bar) (o La tabaccheria) (o La pizzeria) o Nome dell’azienda (o Nome del cuoco) (o Nome del bar) (o Nome della tabaccheria) (o Nome della pizzeria), ci sono delle informazioni di massima che identificano l’azienda (o il cuoco) (o…), quali sono i prodotti o servizi offerti e altre cose che non interessano in genere a nessuno.
Su questa pagina è bene menzionare anche eventuali certificazioni o titoli conseguiti. È una pagina che probabilmente serve più al cuoco che all’azienda: l’azienda (o il bar) (o… ok, basta) ha in genere altre pagine in cui presenta il proprio catalogo di prodotti e servizi, che sia la nuova linea di arricciabaffi per gatti o lo sconto sul bere all’aperitivo o i nuovi sigari aromatizzati alla ‘nduja; il cuoco a domicilio, invece, magari avrà un blogo di cucina o una pagina con i suoi piati forti, ma incentra tutta la comunicazione sulla sua persona, perché è egli stesso il prodotto, perciò deve presentarsi al meglio.
Io sono per le presentazioni informali, ma è anche vero che sono un cretino; una persona che deve preparare da mangiare per degli ospiti, a differenza mia, deve guadagnarsi la fiducia dei propri clienti raccontando dove ha imparato a cucinare, quali sono i suoi piatti forti, quali attestati, titoli e certificazioni può vantare, eventuali esperienze di rilievo, e deve farlo in modo da sembrare uno di cui ci si può fidare.
Contatti
Nella pagina Contatti ci sono — rullo di tamburi — i contatti: email, eventualmente un form di contatto, telefono, cellulare, fax (fax?), indirizzo. Nel mio caso non c’è nulla di tutto questo: ho solo l’email; ma io sono un cretino, come ho già detto.
Molti, soprattutto quelli che hanno un’attività locale, non si limitano a indicare l’indirizzo, ma ci mettono proprio la mappa, solitamente di Google Maps — ci sono in giro anche taluni che possono permettersi di pagare un cartografo per disegnare la mappa del quartiere, ma Google Maps è più che sufficiente.
La pagina Contatti è importantissima perché è quella che tutti andranno a cercare, prima o poi. Se un cliente vorrà chiamare il cuoco a domicilio, dovrà andare sulla pagina contatti. Se un vostro amico vorrà andare a festeggiare il compleanno in pizzeria, dovrà chiamare per prenotare un tavolo e capire bene come arrivarci. Se volete ingraziarvi il vostro capoufficio per ottenere una promozione regalandogli una scatola di sigari alla ‘nduja per natale, dovete arrivare a quella tabaccheria lì.
Ma, soprattutto, la pagina Contatti è — potrebbe, dovrebbe, essere — una landing page: la pagina da usare per fare pubblicità sui social network e sui motori di ricerca.
Ma non è vero che tutti i siti hanno queste pagine
Obiezione giustissima. Non devono essere necessariamente due pagine, sebbene sia il caso più comune: per esempio i siti di molti professionisti hanno le informazioni della pagina Chi sono direttamente nella Home, e molti siti, soprattutto di attività locali, hanno le informazioni di contatto, compresa la mappa, nel footer, in modo che siano visibili da ogni pagina del sito.
A che serve avere un sito
Ecco, dunque ora possiamo rispondere alla domanda da cui siamo partiti: a che serve avere un sito? Fatta eccezione per i siti che hanno una funzione molto ben inquadrata, che sono quelli che ho poco esaustivamente elencato all’inizio del post, tutti i siti di cui ho parlato ora hanno questa funzione: presentare l’azienda, il cuoco, eccetera e fornire dei recapiti. Il sito è, dunque, nient’altro che un biglietto da visita. È sicuramente più grande, più complesso, con possibilità di espansione che vanno ben oltre il rettangolo di cartoncino bifronte, ma la funzione svolta è la medesima.
Così come dal vivo prima ci si presenta, ci si conosce, si parla di ciò che si fa e ciò che non si fa, ci si stringe la mano (e magari ci facciamo anche una foto mentre ci stringiamo la mano, così la usiamo per la pagina Contatti) e solo al momento dei saluti ci si scambia i biglietti da visita, così sul sito tutto ciò che c’è — il blog con le ricette del cuoco, il catalogo degli arricciabaffi, il menù della pizzeria, l’orario dell’aperitivo — deve portare il lettore a cercare le informazioni che troverebbe sul biglietto da visita: chi sono e contatti.
Originally published at www.capalb.com on November 24, 2015.