AMP: il progetto di Google per pagine più snelle e più veloci e un internet sempre più mobile first
Una delle notizie più importanti della scorsa settimana nel mondo di internet è stata che è arrivato AMP, il progetto di Google per rendere più veloce l’internet su mobile. AMP sta per Accelerated Mobile Pages e non è altro che una serie di linee guida su come disegnare pagine web pensate prettamente per telefoni e tablet, con pulizia e senza troppi fronzoli, perché la navigazione sia più veloce.
Per chi ha voglia di studiarsi per bene tutto il progetto, esiste un sito dedicato al progetto, dove c’è tutto: informazioni tecniche, tutorial, codice sorgente e un sacco di altra documentazione che appena avrò un po’ di tempo mi leggerò per benino. Per il momento mi sembra una novità interessante e direi che vale la pena provarla.
Vale la pena soprattutto per chi ha un sito o un blog che gira su WordPress. WordPress è infatti uno dei partner del progetto AMP, per questo esiste già un plugin per WordPress, fatto da Automattic: basta installarlo e tutte le pagine del blog avranno la loro versione AMP. Per vederle, basta aggiungere /amp alla url.
AMP al momento funziona solo con i post del blog, non con le pagine, né con gli archivi, ma col tempo chi lo sa.
Come sono fatte le pagine AMP
Per sapere com’è fatta una pagina AMP basta guardarla: cioè, basta aggiungere /amp all’url di un post del mio blog, o, per i più pigri, basta cliccare qui:
http://www.capalb.com/web-design/amp-project-google-mobile-first/amp/
Chi arriva a questo post sul mio blog dalla newsletter o da un qualsiasi social network la sta già vedendo, perché ho condiviso il post AMP anziché quello originale, per vedere l’effetto che fa. Una testata blu in alto con il logo del sito (la mia faccia) e una font semplice, serif, tutto sul blu. Niente menu, niente di niente. In questo post non ci sono neanche immagini, così è ancora più leggero.
Che effetti questo possa avere, al momento, è tutto da vedere. Sinceramente, non credo che la mancanza del menu o dei tasti di condivisione faccia tutta questa differenza: considerato che la maggior parte delle visite mi arrivano dai social network, la condivisione avviene direttamente lì; e per continuare la navigazione, anzi, potrebbe essere anche positivo non avere il menu e lasciare che i lettori proseguano seguendo i post correlati a fine pagina.
Ho visto poi che ci sono dei plugin che permettono anche di modificare lo stile delle pagine, personalizzare la testata e altre cosine, ma tutto questo si può fare tranquillamente anche con un po’ di CSS, andando nel file amp/templates/style.php. Per il momento non modifico niente, ché non ho voglia e in fondo mi piace anche così, ma se si può evitare di installare altri plugin, è meglio.
Come si arriva alla pagina AMP
Questa è la parte che mi ha fatto più arrovellare durante il weekend: com’è che se cerco i miei post su Google dal telefono, non vengo automaticamente reindirizzato alla versione AMP? Il fatto è che il plugin di Automattic non fa altro che creare delle pagine AMP, ma non reindirizza il visitatore automaticamente, perché non è questo il senso del progetto.
Il progetto AMP è infatti un progetto di Google per favorire in SERP le pagine più snelle e veloci. Dunque, per arrivarci, bisogna innanzitutto creare le pagine AMP, poi aspettare che Google le indicizzi, e solo allora, quando i nostri post compariranno in SERP, Google, in teoria, dovrebbe favorire la versione AMP.
Nella Search Console di Google c’è una nuova voce dedicata alle Accelerated Mobile Pages su cui è possibile controllare lo stato dell’indicizzazione. Nel momento in cui scrivo, ad esempio, le mie pagine AMP non sono ancora state indicizzate, quindi nessuno le troverà cercandomi su Google. Bisogna portare pazienza.
Come tenere traccia delle pagine AMP su Google Analytics
Questo è un altro punto interessante: Google Analytics non tiene traccia automaticamente delle pagine AMP. Probabilmente era anche scritto da qualche parte nei dettagli del plugin, ma figurati se uno legge tutto quello che c’è scritto: me ne sono accorto perché mi è venuto il dubbio e sono andato a controllare su Analytics.
Fortunatamente questa è una cosa che si risolve facilmente: basta andare nel file amp/templates/single.php e incollare lo script di Google Analytics — lo stesso che c’è nel file header.php del tema — dentro il tag <body>. Mi raccomando, dentro <body>: se lo mettete dentro <head>, lo so che è controintuitivo ma non funziona.
Non so se poi, aggiornando il plugin, bisognerà rifare tutto. Spero di no.
La distopia di AMP Project
A parte le questioni estetiche e funzionali, per quel che riguarda il mio misero blog non ci sono grossi problemi, per cui installare il plugin e quanto meno vedere se, una volta indicizzate le pagine AMP, ne trarrò effettivamente dei benefici, è un esperimento che vale la pena fare. Anzi, è un esperimento che faccio molto volentieri anche perché ho in programma — tempo permettendo — di ristrutturare un po’ questo sito e avevo intenzione di farlo proprio in questa direzione — più pulizia, più leggibilità — quindi ne approfitto per rubare qualche buona idea.
Il problema, invece, si potrebbe porre se ci saranno degli effetti là dove gli interessi in ballo sono più grossi e coinvolgono seriamente la vita delle persone, come ad esempio l’accesso all’informazione: che succede se La Gazzetta di Budrio diventa AMP e Il Corriere di Budrio invece no? Cosa cambia per i cittadini di Budrio?
Se La Gazzetta di Budrio ha come editore il fratello del titolare della ditta incaricata di smaltire i rifiuti urbani di Budrio, mentre Il Corriere di Budrio è storicamente il giornale che gli fa le pulci, e i cittadini di Budrio vogliono essere informati su un tema — metticaso — di gestione poco trasparente dello smaltimento dei rifiuti urbani, quali effetti sull’opinione pubblica avrà il fatto che La Gazzetta di Budrio potrebbe comparire prima del Corriere di Budrio in SERP? E se anche dovesse comparire seconda, quali effetti avrà il fatto che gli articoli La Gazzetta di Budrio si caricano velocemente e sono più leggibili, mentre il Corriere di Budrio che è sfigato non ha manco il sito responsive?
Originally published at www.capalb.com.