Ottime news e interessanti considerazioni, Paolo.
Io credo peraltro che in ciò che lei applica al discorso digitale, ci sia un comune denominatore valido anche per settori più tradizionali: l’Italia è molto più brava a produrre eccellenza, che a venderla!
Questi investimenti stranieri non sono solo una bella notizia in sé: essi rientrano in un rapporto di complementarietà con gli investitori stranieri, che mettono ciò che a noi manca, non solo capitali, ma strutture globalizzate in grado di valorizzare commercialmente i talenti che (spesso soltanto) noi abbiamo.
Ben vengano perciò mille di questi successi, dobbiamo sempre più offrire questo ai grandi players mondiali : diventare esportatori del nostro miglior made in Italy, cosa ne pensa?
Io lavoro nel settore della meccanica, e vedo molti esempi meritevoli di attenzione