Gli ultimi giorni

C’era una stanchezza ammorbante, da contagio.
Si erano arresi prima di arrendersi. Resistevano i Lotofagi dediti alle più disparate polveri. Resistevano i bamba del sorriso per i quali cioè tutto va bene. Resistevano i foodteller, e tutti dietro al menu della Popi sul lungofiume che si sta così bene, il vino del Rasca che dai è pieno di squinzie, l’aperinulla da Titta che hai anche cenato. Qualcuno pensava e leggeva ancora, ma con sempre più malinconia. I barbari non avevano avuto bisogno di ferro, fuoco e catapulte, perché avevano trovato le porte della città aperte. Videro, in quell’urbe di splendore e rovina, solo un bambino che scagliò contro di loro un sasso. Il barbaro al comando, divertito da tanto coraggio, lo fece salire sul suo cavallo, con gesto rude e paterno. Poi, disse ai suoi di fare dietrofront. Schifati, i barbari tornarono da dove erano venuti.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.