Fujifilm è una di queste. Da qualche giorno ho acquistato il modello instax wide 300. Questo week-end ho impugnato la fotocamera è sono uscito fuori a fotografare.
Il fascino delle istantanee non tramonta mai
Liberopensiero
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Ma quest’articolo è una marchetta alla Fuji? Altrimenti mi interrogherei sui criteri usati da Medium Italia Staff per selezionare gli articoli. Premesso che in questo paragrafo vi è un marchiano errore di typo (è), diversi passaggi sono difficilmente condivisibili (“ben lontane dalle pellicole da far stampare”: beh, non così lontane. Il processo di sviluppo rimane sintatticamente analogo a quello tradizionale). Tutta la dicotomia tra Polaroid e foto digitale mi pare vana: la fotografia analogica esiste tutt’ora e se mai Polaroid si colloca a metà tra i due “grandi opposti”. I pregi che attribuisci alla camera Fuji non sono certo sue peculiarità. In generale l’articolo mi pare un’accozzaglia di pressapochismo (“tutto già archiviato”: esiste un problema di archiviazione anche per le stampe, a meno che arrivato a casa non si butti tutto in un cassetto; anche i concetti di sovra e sottoesposizione, “eterni settaggi”, “corsi di photoshop” mi paiono discutibili. Non banalizziamo il lavoro di chi della fotografia ne ha fatto scuola e materia di studio).

Per altro l’ultima frase non è banale: quanto ci hai messo a digitalizzare tutte le foto? Un lavoraccio! Tipicamente io così come tutti i miei contatti postiamo sui social scatti analogici scannerizzati (anche con finalità pseudo artistiche tipo Flickr o 500px), quindi in fondo, non stiamo solo spostando a valle il processo di acquisizione digitale? Penso sia una riflessione interessante da portare ad un tavolo.

Inoltre, il “marchio polaroid” è, per l’appunto, un marchio. Sarebbe corretto scriverlo maiuscolo.

Insomma ci sta l’articolo leggero e anche ironico ma credo la sezione italiana meriti discussioni un po’ più elevate.

Ps per amor di dibatitto, non di critica. Un caro saluto Liberopensiero