Fulmine

Il percorso della Società di Lettura 2015 intrapreso dagli ospiti della Casa,
dai giovani detenuti di San Vittore
e dagli studenti del liceo Volta di Milano.


www.casadellacarita.org/lello-gurrado-fulmine

I ragazzi del Volta arrivano un po’ alla spicciolata. Del resto sono usciti da scuola da un paio d’ore: hanno avuto giusto il tempo di mangiare e ripartire in direzione di via Brambilla. E poi in via Padova è tutto bloccato… chissà che cosa è successo. Ad aspettarli al secondo piano della Casa della carità, sul divano rosso che è lì, appena fuori dalla Biblioteca del Confine intitolata al cardinale Carlo Maria Martini, ci sono già Martina, Romany, Mohamed, Andrea e Simone, alcuni giovani ospiti che, insieme a studenti ed ex studenti del liceo scientifico di via Benedetto Marcello, le loro professoresse Silvia e Simonetta, e con gli educatori Cecilia Trotto e Alessandro Coerezza, parteciperanno a uno degli incontri della Società di Lettura.

Nata sette anni fa, la Società di Lettura mira ad avvicinare ai libri e al piacere della lettura ragazzi e ragazze provenienti da contesti sociali e culturali differenti. Nelle scorse edizioni, studenti e ospiti della Casa hanno affrontato, tra gli altri, testi di Gianni Mura (“Tanti amori”), Fulvio Ervas (“Se ti abbraccio non avere paura”), Concita De Gregorio (“Malamore”), Paolo Di Stefano (La Catastròfa”). E hanno incontrato gli autori, dialogando con loro.

L’incontro con Gianni Mura per la Società di Lettura 2014

In Biblioteca è tutto pronto. Le sedie sono già intorno al grande tavolo su cui è dipinto il mondo intero. Sopra, tra uno smart phone, un pacchetto di patatine e una confezione di biscotti, portati dagli studenti per essere condivisi tra una lettura e l’altra, iniziano ad essere appoggiate le copie del libro protagonista degli incontri di quest’anno: “Fulmine”, di Lello Gurrado. I ragazzi, chi in classe e chi in Casa della carità, lo hanno letto, lo hanno analizzato e ne hanno tirato fuori delle riflessioni, che vengono confrontate nel corso di una serie di appuntamenti settimanali che si svolgono nella Biblioteca del Confine. Ma anche al di fuori.

Tra i ragazzi che negli anni hanno preso parte al progetto, infatti, si è instaurato un legame di amicizia che va oltre i momenti di incontro alla Casa.
Il tavolo della Biblioteca del Confine durante un incontro della Società di Lettura

Anche chi li vede per la prima volta, non può fare a meno di notare che tra alcune ragazze c’è una certa complicità, mentre i ragazzi stanno persino organizzando una partita di calcetto. A confermarlo sono le professoresse Simonetta Reggiani e Silvia Stretti: “Crediamo che la bellezza e il valore aggiunto di questo progetto, a cui da anni partecipiamo con interesse, siano proprio lo stare insieme, il fatto di riuscire vivere dei momenti comuni e di creare dei legami che rimangono anche al di là degli incontri”. Tanto è forte la relazione che si è creata, racconta ancora la professoressa Reggiani, che due anni fa la famiglia di uno studente ha adottato uno dei giovani ospiti della Fondazione.

“I nostri ragazzi hanno da imparare molto da quelli che abitano in Casa della carità, la cui esperienza di vita ci sorprende ogni volta. Secondo noi insegnanti, la Società di Lettura con la Casa è un altro modo di fare scuola, che ci piace e ci dà grande soddisfazione”, conclude. Secondo la collega Silvia Stretti, poi, l’iniziativa permette l’incontro tra ragazzi che vivono nella stessa città, ma che probabilmente non avrebbero altre occasioni per conoscersi, perché appartengono a mondi diversi, permettendo che certi stereotipi si rompano, o almeno si modifichino un po’.

Una delle partite di calcetto organizzate dai ragazzi della Società di Lettura lo scorso anno.

Ma bando alle chiacchiere. Il tempo stringe e bisogna preparare la scaletta della serata finale, un incontro pubblico con l’autore, che si svolgerà venerdì 15 maggio nell’auditorium di via Brambilla. “Fulmine” è la storia di un ragazzo, nato nel bel mezzo di un temporale, che cresce in Puglia. Una terra, però, da cui se ne vuole andare. Per racimolare i soldi necessari al viaggio, Fulmine raccoglie olive e pomodori. Nei campi, si scontra per la prima volta con l’ingiustizia degli uomini. Ma i diritti negati, la violenza nei confronti di chi è diverso, l’indifferenza dei molti verso i torti subiti dai più deboli, lo accompagneranno anche nel suo viaggio verso il ricco nord Italia.

“Non posso stare bene se non faccio qualcosa per cambiare il mondo”,
confiderà un giorno alla sua ragazza.

Gli spunti di riflessione offerti dal testo di Gurrado sono molti: dallo sfruttamento dei lavoratori ai diritti negati; dal razzismo alla necessità di non rispondere alla violenza con la violenza, dal coinvolgimento personale al ruolo degli eroi nella Storia e nella vita quotidiana.

La copertina del libro, edito da Marcos Y Marcos nel 2014 e, a sinistra, l’autore.

E proprio su questo ultimo punto che nasce una delle discussioni più sentite all’interno del gruppo della Società di Lettura. Alla domanda: “Chi è il tuo eroe?”, infatti, le risposte dei ragazzi sono state le più disparate. Sono state citate figure rilevanti, come quelle dei giudici Falcone e Borsellino o di don Pino Puglisi, ma anche giovani rapper come Ensi o Emis Killa, che per alcuni adolescenti sono diventati punti di riferimento, perché dimostrano che anche partendo da zero si possono raggiungere traguardi importanti. Ma si è parlato anche degli eroi di tutti i giorni, di quelli che sudano per portare a casa lo stipendio, che resistono nonostante le difficoltà o che sono persone su cui si può fare affidamento. Come il capo settore del grande magazzino di bricolage in cui ha lavorato Romany.

Il rapper Ensi, a destra, e don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993.

Ma la Società di Lettura non è solo questo. È un’esperienza che cambia e cresce di anno in anno. Per il 2015, ad esempio, oltre agli studenti del Volta e ai ragazzi ospiti della Casa della carità, si è pensato di arricchire il progetto di una nuova “interazione”: quella con alcuni giovani, di diverse nazionalità, detenuti a San Vittore. Un modo, questo, per consentire alla casa circondariale e, alle persone in essa recluse, di entrare in contatto diretto con la città e la società di cui è parte.

Oltre al rapporto tra l’interno e l’esterno del carcere, spiega Cecilia Trotto, operatrice della Casa della carità e responsabile della Società di Lettura, si è voluto allargare il progetto ad un altro contesto, ancora differente rispetto agli altri due:

“È stato un arricchimento culturale non da poco,
e ci ha consentito di iniziare a lavorare sul tema del pregiudizio”.
Carcere San Vittore — Antingone via Flickr in CC

Nonostante qualche difficoltà legata all’ambiente del carcere, e al fatto che molti dei giovani coinvolti fossero in attesa di giudizio — e quindi non sempre in grado di partecipare con costanza e concentrazione agli incontri della Società di Lettura partiti a marzo — anche i ragazzi del penale si sono avvicinati al libro di Gurrado. Anche qui, a spiccare è il tema dell’eroe, messo in relazione con il proprio vissuto personale. “In particolare — racconta ancora Cecilia — sono emersi tre aspetti interessanti: la capacità ma anche la paura di cambiare e di fare qualcosa per se stessi e la collettività; l’importanza del contesto per la determinazione della figura dell’eroe o, al contrario, dell’antieroe; la libertà di scelta, laddove le scelte, siano esse giuste o sbagliate, formano la tua identità”.

Un percorso non semplice, dunque, soprattutto per la gestione, in particolare emotiva, di un gruppo che è ha già di per sé un valore di legame molto particolare. Ma la Società di Lettura a San Vittore è anche un percorso che ha regalato sorprese e soddisfazioni: “Ho trovato ragazzi con una grande capacità di espressione e analisi, che va oltre il testo ma si allarga alla propria esperienza personale.

Persone che non leggevano, hanno detto che ora la lettura
li accompagnerà nel loro percorso di vita.
La locandina dell’incontro del 15 maggio.

E l’altro aspetto positivo è stato quello di aver creato un gruppo in grado di attrarre anche altri ragazzi, che magari difficilmente si sarebbero avvicinati a questo tipo di attività”, commenta Cecilia.

La Società di Lettura è un’esperienza molto speciale e molto amata da chi vi prende parte, tanto che alcuni ragazzi continuano a parteciparvi nonostante abbiano ormai terminato il liceo. “Questo progetto — dice la professoressa Stretti — riesce a dare spazio a quegli studenti che in classe sono un po’ silenziosi mentre, intorno al tavolo della Biblioteca del Confine, riescono a emergere, a esprimersi e a condividere le loro idee”. “Anche tra i nostri giovani ospiti — aggiugne Cecilia Trotto — la Società di Lettura è molto seguita. Ci sono ragazzi che hanno partecipato a più edizioni, e abbiamo visto che di volta in volta sono più sicuri, sia nel portare delle letture ad alta voce, sia nel condividere le loro riflessioni e reinterpretazioni”.


Venerdì 15 maggio, alle ore 18.00
Auditorium “Teresa Pomodoro”

Fondazione Casa della carità
Via F. Brambilla, 10 — Milano

Lello Gurrado incontra i ragazzi
della Società di Lettura

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