Jeb Bush ci è o ci fa?

Il governatore della Florida, “fratello di” e “figlio di”, ha talmente tanti soldi da potersi permettere di continuare la campagna elettorale finchè gli pare. Ma i suoi risultati finora sono stati deludenti e le previsioni per il futuro sono pessime. Fino a quando durerà?


Lo scorso weekend la temperatura di New York è scesa sotto lo zero. Era dal 1994 che non si registravano temperature artiche nel giorno di San Valentino. Questo fatto fa venire in mente Jeb Bush, il fratello del 43esimo e figlio del 41esimo Presidente degli Stati Uniti, in corsa per la nomination al Partito repubblicano.

Se si dovesse etichettare con un aggettivo la campagna elettorale di Jeb fino a questo momento, questo sarebbe: freddina. Finora è riuscito ad ottenere solo l’11 per cento in New Hampshire e il 3 per cento in Iowa. Questo nonostante i suoi super PAC (grandi investitori per la campagna elettorale) abbiano già speso milioni di dollari.

Il giorno prima del voto in New Hampshire, durante un discorso rivolto ai suoi supporters, Bush si è visto costretto ad “invitarli” a battere le mani. Se anche chi fa il tifo per te non batte le mani di sua spontanea volontà, c’è qualcosa che non va, anche solo a livello comunicativo.

Naturalmente, le temperature meteorologiche sono destinate a salire. Lo farà anche Bush? Probabilmente no. Non ci sono all’orizzonte primarie nelle quali Bush sia favorito. In Carolina del Sud, dove Bush ha ottenuto l’endorsement del senatore Lindsey Graham, le proiezioni calcolate da FiveThirtyEight — il sito di Nate Silver che ha previsto, azzeccandoli, i risultati di tutte le elezioni statunitensi dall’arrivo alla Casa Bianca di Obama nel 2008 a oggi — posizionano Jeb al quinto posto con un misero 9 per cento.

Jeb Bush supererebbe di pochi decimali John Kasich, che è arrivato secondo in New Hampshire, anche se Kasich sta spendendo tutte le sue energie facendo campagna elettorale in Michigan. In realtà, secondo le proiezioni di FiveThirtyEight, Bush non va oltre il quarto posto in nessuno degli Stati che saranno chiamati al voto entro la fine di marzo.

I candidati repubblicani ancora in corsa: Kasich, Bush, Carson, Trump, Cruz e Rubio.

Ora, queste elezioni sono talmente pazze che tutto può accadere, ma come potrebbe rimontare Bush? Si dice che la speranza di Bush sia quella di affrontare Donald Trump uno-contro-uno. Anche se Bush potrebbe avere delle chance in questo scenario, non si vede come potrebbe succedere. Marco Rubio sembra essere più eleggibile e più conservatore di Bush, quindi gli elettori repubblicani delle primarie non hanno nessuna ragione per preferire Bush a Rubio.

Inoltre, sembra che Marco Rubio possa arrivare molto più avanti di Bush in Carolina del Sud e nelle primarie successive, perciò Jeb dovrebbe inventarsi qualcosa di veramente sorprendente per togliere Rubio dalla corsa.

Donald J. Trump e Ted Cruz, i candidati anti-establishment

Come se non bastasse, Ted Cruz ha ancora molti soldi da spendere per continuare la sua campagna. Il senatore texano — e pastore evangelista — ha ottenuto un’ottimo terzo posto superando Bush in New Hampshire, stato moderato in cui non ci sono molti cristiani, e ha vinto i caucus in Iowa — stato molto più religioso — battendo il favorito Trump. E se Bush non è riuscito a batterlo in New Hampshire qualcosa vorrà pur dire.

Jeb Bush ha i soldi per continuare la campagna elettorale quanto gli pare, ma dovrebbe iniziare a fare il punto della situazione; a cominciare da sabato, dopo i risultati della Carolina del Sud.

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