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Cecilia Grimaldi, “Le tue mani”, Digital Photography

Le tue mani.
Mi sfiorano la schiena e toccano i ricordi di una vita che avremmo potuto avere. È strano come possa mancarmi così tanto qualcosa che non ho vissuto.
Ce ne stiamo intrecciati nella penombra a sforzarci di ritrovare forme che conoscevamo a memoria e che il tempo ha rimodellato. Assaggio la tua pelle che sa di una lunga attesa, di notti insonni a bere whisky e a litigarci la cioccolata fondente, di segreti che tanto poi affiorano, della paura di essere felici. E allora non te lo dico che sono felice.
Tu mi fai domande a metà, mi rispondi a metà, mi guardi a metà, ma il tuo sorriso è di nuovo intero. Tu, sei di nuovo intero. Vorrei sapere se adesso sei felice, ma non te lo chiedo. Mi mordo le labbra e respiro la tua pelle che sa di buono, come sempre.
Dico qualcosa d’inaspettato, probabilmente qualcosa di stupido, ma tu ridi. Rido con te e il suono delle nostre voci riavvolge il nastro. Fumiamo sigari trovati nella notte, cantiamo in macchina senza una meta, roviniamo le lenzuola di tuo fratello e camminiamo ad occhi chiusi sotto la pioggia. Solo che io ancora non lo so che chiudere gli occhi è un errore, che l’oscurità delle mie palpebre l’avrei fissata per così tanto tempo, che un battito di ciglia dura abbastanza da far sparire qualcuno che fugge veloce da un dolore non detto, dalla paura di una nuova promessa di felicità, da sé stesso. Sei venuto a leccarti le ferite qui, in questo posto che non lo so se si è preso abbastanza cura di te, se è stato capace di rimettere tutti i pezzi al posto giusto. Un luogo dove non so chi sei e non so chi sono. Un posto dove mi sorprendo ad osservare una nuova versione di noi; una in cui tu mi parli e sono io che ti sfuggo. …


I told the whole world.

The sky knew it.
While we were flying high, I sang it to the clouds and the sun.
I ordered the wind to spread the voice as far as it could.

The ground knew it, too.
When you felt and drag me down, I screamed it to the grass and the mud.

Then I whispered it to the ocean while going deeper and deeper.

So every nook and cranny of this world knew how much I loved you.

The entire world but you.

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Cecilia Grimaldi, “The entire world but you”, Digital photography


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Cecilia Grimaldi, “Diversamente Timida”, Digital Photo

Te lo ricordi bene. Te lo ricordi come se fosse ieri: la schiena tesa e inarcata come fanno i bambini quando li si spinge a fare qualcosa controvoglia, le gambe rigide, la manina sinistra che stringe un foglio a righe tutto stropicciato, mentre la destra è chiusa in un pugno sudaticcio che proprio non ci riesce a bussare a quella porta. …

About

Cecilia Grimaldi

Science and written word nerd. Blogger and freelance writer. Promoter of the awesomeness of science in everyday life: backtobios.wordpress.com

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