Il Qatar mette le sue truppe in stato di massima allerta

di Cesare Sacchetti

su Libero Quotidiano del 09/06/2017

L’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani

Le tensioni nel Golfo Persico continuano a salire. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche decisa da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Egitto nei confronti di Doha, la grave crisi diplomatica del Golfo sembra virare verso una soluzione militare. Solamente ieri, il Wall Street Journal riportava dell’ultimatum di 24 ore lanciato dai sauditi ieri nei confronti del Qatar. Sostanzialmente Riyad avrebbe trasmesso ai membri del governo qatariota la richiesta di adempiere a 10 condizioni. Non sono ancora chiari i dettagli di queste richieste né tantomeno le conseguenze nel caso in cui il Qatar si rifiutasse di adempiere alle condizioni dei sauditi, ma sembra certo che l’Arabia Saudita chieda al Qatar di rompere i rapporti con la controversa organizzazione dei Fratelli Musulmani e con Hamas. La risposta del Qatar in questo senso non si è fatta attendere.

La CNN in lingua araba riporta che all’indomani dell’ultimatum saudita, il governo qatariota ha deciso di mettere le sue truppe “in stato di massima allerta”. A confermare questo fatto sono fonti governative vicine a Washington che stanno seguendo da vicino le evoluzioni di questa delicata crisi. Il Qatar infatti teme un’aggressione militare dell’Arabia Saudita nel timore di ripetere quanto accaduto in Yemen, quando i sauditi hanno lanciato una campagna militare contro le forze sciite degli Houthi guidate dall’ex presidente Saleh.

E’ per questo che le forze armate del Qatar hanno preparato 16 carri armati Leopard nell’eventualità di un’aggressione militare da parte degli altri stati del Golfo. Il ministro della Difesa del Qatar ha scritto inoltre una lettera dove intima ai governi dell’Arabia Saudita, degli Emirati e del Bahrein di non invadere le acque territoriali del Qatar con le loro navi, pena l’immediata apertura del fuoco contro di queste.

A smorzare le tensioni nelle ultime ore è arrivata la dichiarazione del ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed ben Abderrahmane Al-Thani, quando ha escluso la soluzione militare tra le opzioni considerate dal governo di Doha. Se il Qatar dunque esclude di voler intraprendere la strada dell’escalation militare, allo stesso tempo non esclude che gli altri stati del Golfo possano farlo e si prepara al peggio. Secondo alcuni osservatori, l’atteggiamento aggressivo dell’Arabia Saudita nei confronti del Qatar non è dettato principalmente dal suo finanziamento di gruppi vicini al terrorismo islamico. Gli stessi sauditi infatti sono stati accusati dall’ex segretario di Stato, Hillary Clinton, di sostenere finanziariamente l’ISIS assieme al governo del Qatar.

La vera ragione è l’avvicinamento di Doha a Teheran. Il Qatar infatti condivide con l’Iran l’enorme giacimento di gas naturale situato nelle acque del Golfo Persico, il South Pars / North Dome, il più grande al mondo e in grado di ospitare 50 miliardi di barili di gas condensato naturale. Lo stesso emiro del Qatar aveva già da tempo manifestato una posizione diversa dagli interessi dell’Arabia Saudita e aveva parlato della necessità di stabilire rapporti amichevoli con l’Iran.

Da qui la reazione ostile dei sauditi e il peggioramento dei rapporti tra Riyad e Teheran. Proprio ieri il governo iraniano accusava esplicitamente l’Arabia Saudita di essere la responsabile dell’attentato rivendicato dall’ISIS al Parlamento iraniano, dove il bilancio dei morti è salito a 17 nelle ultime ore. L’intelligence iraniana ha fatto sapere che i terroristi provengono da zone di confine tra l’Iraq e l’Iran e che al seguito del gruppo ci fosse anche una “schiava del sesso” catturata viva.

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