Un sabato sera da sfigato solitario
E’ sabato sera, anzi notte, sono le 00:59. Mi ero gia’ coricato a letto, quando la mia compagna mi telefona dall’estero perche’ non riesce a dormire e si annoia. In queste settimane sento la sua mancanza, ma non mi sforzo molto a nasconderle che ora mi sta scocciando, e poi anche lei e’ consapevole della cosa. Ad ogni modo ormai sono sveglio, quindi mi sono alzato, ho preso il portatile, un bicchiere di single malt, sono uscito in giardino, ho riacceso un toscano mezzo consumato e sono qui a scrivere.
Prima di coricarmi avevo visto un film di Majewski, un regista — credo — polacco, il titolo e’ “Onirica”. E’ il classico film che se non sei un vero intellettuale, l’unico modo per apprezzarlo e’ essere nel mood giusto. E stasera lo ero, anche se a dire il vero, a parte qualche dialogo azzeccato e qualche scena particolare, la cosa — anzi — le cose che piu’ mi sono rimaste impresse, sono le turgide tette di un’attrice che appare per forse un minuto mentre guarda verso la telecamera con un occhio coperto da una ciocca di capelli.
Mentre scrivo queste poche righe, mi sono alzato gia’ tre volte, perche’ il mezzo toscano continua a spegnersi. E probabilmente mentre scrivo queste parole si stara’ di nuovo spegnendo.
Comunque avevo voglia di scrivere qualcosa, perche’ a dire il vero non e’ che mi stessi addormentando, non facevo altro che grattarmi la testa, forse lo shampoo del barbiere di stamattina mi ha seccato il cuoio capelluto facendomi venire quelle schegge bianche tipo forfora, e io non ho la forfora, o almeno credo.
Sento la testa pesante, devo aver fumato e bevuto troppo velocemente. Chiudo qui.