Troll

I social networks amplificano in modo esponenziale un fenomeno vecchio che ora ha anche un suo nome: troll.

Un troll si diverte a minacciare, sbeffeggiare e tormentare una o più persone. Lo scopo è fare arrabbiare i bersagli delle loro invettive. Più ottengono tale risultato, più godono.

Ora, normalmente cerco di starne alla larga, ma non è sempre facile, in modo particolare quando, con le loro falsità, fanno proseliti tra la povera gente, intendendo persone che si lasciano facilmente trasportare dalle emozioni senza andare a verificare o anche semplicemente senza ragionarci su.

Questo avviene in diversi ambiti. Guardate per esempio tutto quello che si dice su Asia Argento ora che ha denunciato lo stupro subìto.

Ma l’ambito preferito è sicuramente la politica.

Si trovano ormai dementi secondo i quali un parlamentare non è né un deputato né un senatore e che danno della «capra» a chi li smentisce, per esempio, o chi inventa termini come «pidiota» unendo «PD» e «idiota», come se gli idioti non ci fossero un po’ dovunque. Non mancano sedicenti cristiani cattolici che darebbero fuoco ai migranti, con buona pace della carità che dicono di voler diffondere; persone che prendono da Internet foto a caso e ne cambiano arbitrariamente il contesto per usarle per i propri scopi diffamatori; persone che fanno lo stesso con articoli di giornale.

In linea di massima, si può notare come tra essi vi siano persone ottuse che non sono in grado di confrontare le proprie idee con quelle altrui e passano subito a offese gratuite, senza sottrarsi a nessun commento fatto loro pur di rinnovare le offese. Io ho trovato, in questa categoria, soprattutto grillini, leghisti, altri sostenitori di estrema destra e diversi sedicenti cattolici, ma non posso ovviamente escludere altre categorie.

Come ci si difende? Insultarli non serve: ci godono, ti trascinano al loro livello e ti battono con l’esperienza. L’unica è bloccarli e, nei casi più gravi, segnalarli. Magari non li farete tacere, ma almeno non li sentirete.

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