Due parole a un uomo.

Al supermercato, troppo spesso, mi capita di ascoltare cose che non vorrei e che non mi piacciono.

Sono frasi molto offensive, dette da uomini che spingono il carrello e apostrofano le proprie mogli o compagne, accusandole di comprare cose inutili, di avere il “vuoto nella testa”, di essere la “loro rovina”.

Se fosse successo una volta sola non ne parlerei, ma dal momento che assisto a queste scene ogni volta che faccio la spesa e che il comportamento in questione vede protagonisti uomini di tutti i tipi e di ogni età, penso sia opportuno dire due parole.

Ogni volta mi si chiude lo stomaco, di fronte a certe pubbliche offese: osservo lui, con quel modo di fare aggressivo e pressante, e poi lei che a bassa voce gli spiega che l’olio è finito, che il succo è da ricomprare, che lo manda al diavolo a volte, e a volte no.

Io penso che al di là dei problemi economici e lavorativi, al di là della durezza del tirare avanti oggigiorno e delle preoccupazioni sempre maggiori, questo sia un atteggiamento molto grave: trovo che la tristezza e la stupidità risiedano nella convinzione, da parte di questi uomini, che se vuoi ferire una donna devi colpirla su quelle capacità che, culturalmente, vengono ancora considerate di competenza esclusivamente femminile.

Quindi se ti dico che non sai fare la spesa e che hai la testa vuota (non sono queste le testuali parole, tra l’altro), ti umilio perchè significa che non capisci le esigenze della tua famiglia, e come donna non vali nulla.

Caro uomo, ascolta: la tua compagna vive ogni giorno gli stessi tuoi problemi, fatica dietro a mille impegni e quando va a fare la spesa non pensa di essere nel paese dei balocchi, credimi. Anzi, come te non vede l’ora di finire e l’ultima cosa di cui ha bisogno è avere vicino un compagno arrabbiato e in vena di cattiverie gratuite.

Sai perché sorride, quando entrate al supermercato?

Perché anche se è stanca, va avanti lostesso e ci mette tutta l’energia che ha in corpo: perché ogni adulto al mondo, maschio o femmina che sia, dovrebbe provare ad affrontare così la vita di tutti i giorni, a sorridere per richiamare a sè le forze e far stare bene anche chi ha vicino.

Sai perché vuole comprare qualcosa di buono per cena?

Perché vuole godersi le piccole cose, magari con te: la spesa insieme non è un favore che le fai, la tua presenza deve essere al cento per cento visto che si tratta di una pratica che permette a tutti e due di mangiare e di rendere migliore la vostra casa.

Sai perché, arrivati alle casse, non sorride più?

Non tanto perché tu le hai detto che non sa fare la spesa: non ha bisogno di te per sapere che non è così, e anche fosse, in fin dei conti poco le importa.

Quello che la umilia è avere di fianco un uomo che non sa partecipare nè collaborare: uno che non ha voglia di aprire il frigo per vedere quello che manca, ma poi critica chi lo fa.

Un uomo che senza costruire distrugge, che sfoga la sua rabbia a casaccio perchè è convinto di avere tutti i problemi del mondo, e in fondo un bel problema ce l’ha: non ha idea di cosa significhi vivere nel rispetto e nella condivisione.

Tu vuoi fare a gara con lei su chi valga di più tra i due, con i tuoi modi inaccettabili: a lei vincere non interessa, sa solo che insieme potreste stare meglio di così. Fare, meglio di così.

Perchè nel mondo c’è bisogno di maschio e femmina, allo stesso modo, ognuno con il proprio valore e i propri difetti: le tue offese non fanno altro che togliere forza a tanta potenziale bellezza, e anche al suo amore per te.

Spero che un giorno tu possa rendertene conto.