Flawless (perfetto così, com’è)

Perfetto si dice di un momento, di un equilibrio, di uno sconosciuto: in un famoso film anni ’90 perfetto era il mondo, in un altro ancor più famoso lo era un delitto.

Perfetto si dice di una coppia, di un bambino a cui non è concesso di essere bambino: si dice della cottura di un piatto, della casa di qualcuno, di un ospite che invita a cena e sa quel che fa.

Perfetto perchè vuol dire che è compiuto, completo, finito e nessuno può dirti niente, nè affondare il coltello perchè non ci sono nè crepe nè strappi.

Ammetto che a me la parola “perfetto”, se intesa in questo modo, fa davvero paura: inizia a piacermi se invece significa che una cosa, nell’insieme, è bella da vedere e da vivere in quel momento lì, perchè non poteva essere in altro modo. E se anche non è come ti aspettavi, ti rendi conto che l’aspettavi.

Non fa una grinza quella cosa, eppure è piena di difetti che smettono di essere tali, e sono soltanto sue caratteristiche.

Prendi la vita, ad esempio, mica penserai ancora che si tratti di una linea dritta su cui tutto fila liscio, interrotta dai problemi che vanno e vengono a seconda dei periodi e che ne turbano la serenità? Mi dispiace, ma un momento senza prove da affrontare non esiste: a volte puoi riderne, a volte proprio no, a volte ti disperi o ti inquieti, a volte affronti tutto e non ti chiedi nient’altro perchè i guai come le sorprese hanno anche loro una propria perfezione, ti trovano lì ad aspettarli, non hanno bisogno di cercarti tanto.

E quando c’è silenzio, quando non ne vedi all’orizzonte e “tutto va bene”, tu che pensavi di essere su una linea retta ti chiedi dove sia l’inganno, lo scherzo dietro l’angolo perchè la serenità alla fine ti sembra strano poterla assaporare così a lungo (e gratis).

Questi pensieri vengono a tutti, nessuno escluso: perchè lo sappiamo bene che sulla linea retta non è possibile vivere bene, e in fondo non ci interessa nemmeno. Allora prendiamo una matita e disegniamo un cerchio, mettiamo sulla circonferenza tutto ciò che ci succede e ciò che proviamo, bello o brutto che sia: ci accorgiamo così che nulla arriva prima o dopo, ma scorre tutto insieme, con movimento continuo.

Ci ricorda chi siamo ed è presente vivo, e tornerà sempre, e ci sarà sempre.

E’ bello questo cerchio, è bello ed è perfetto così, com’è.