Che paese siamo?

Il fatto di cronaca è tristemente noto, ed è l’ennesimo dall’inizio dell’anno:
una donna è stata ammazzata a coltellate dall’ex marito con una violenza e una prepotenza da far rabbrividire.
La “novità”, se di questo si può parlare, è che l’assassino ha condiviso quelle parole terribili proprio su Facebook, informando il mondo di aver appena ammazzato la sua ex moglie.

Quello che a me mette i brividi è quanto poco si presti attenzione ai gesti o alle parole, e cosa sia scattato nel cervello di chi, a quello status, ha messo un like: solidarietà con l’amico perché non se la passava bene con la moglie? non aver compreso il gesto?

A prescindere da qualsiasi giustificazione possano avere loro tutti, siamo il paese di quelli che quando va in orbita la prima astronauta donna italiana poi si scatenano in commenti sessisti e vigliacchi, cattivi, meschini e maschilisti credendo di essere tutelati dall’anonimato della rete.

La violenza sulle donne è anche questo, è il modo in cui ci considerate inferiori, in cui non ci pagate la stessa cifra per lo stesso lavoro, in cui continuate a pensare per luoghi comuni e a dare retta ai pregiudizi di cui siete convinti fin nelle ossa.
Praticate e insegnate il rispetto, e forse la smetteremo con questa conta straziante.

    Chiara Amélie Meazza

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