RAPpresento ADRIANO

Un’associazione fa sentire la voce dei giovani in quartiere

di Chiara Martinoli e Giorgia Venturini

«Non chiamateli ragazzi di periferia: i giovani del quartiere Adriano hanno tanto da dire. E un giorno sentirete parlare di loro». Beatrice Sinigaglia, capelli rossi scarmigliati e profondi occhi azzurri, parlerebbe per ore dei suoi ragazzi. Per loro ha fondato nel 2017 l’associazione Sono Musica, per offrire uno spazio di crescita e aggregazione dove poter esprimere il proprio talento. «Così li allontaniamo dalla strada», aggiunge. Insegnante di musica, Beatrice vive in questa zona di Milano da più di trent’anni. «Il quartiere non è adatto ai giovani — ripete più volte — i ragazzi qua sono abbandonati, non ci sono molte iniziative pensate per loro. E si sa, dove non arrivano le risorse arrivano le droghe e il degrado attecchisce più facilmente».

L’ingresso dell’associazione Sono Musica

Qua manca un’identità comune: nessuno si sente realmente un “abitante di Adriano”. Tra i residenti, molti si definiscono “di Sesto” o “di Crescenzago”, a seconda della zona con cui confinano. La lunga via Adriano taglia il quartiere in due metà diversissime tra loro: da un lato, vecchie case di ringhiera si mescolano all’edilizia degli anni ’90. Dall’altra, imponenti grattacieli di recentissima costruzione si stagliano nel vuoto, separati tra loro da immense fosse scavate per porre le fondamenta di edifici mai nati. Per molti via Adriano non divide nulla, ma traccia un confine: il quartiere è solo quello “al di là” o “al di qua” della strada.

Che Adriano sia definito un “quartiere dormitorio” non è certo una sorpresa: i palazzi si svuotano di giorno e si riempiono di notte. Il traffico delle auto lo si deve solo alle prime ore della mattina e alle ultime del pomeriggio. Ma «il quartiere si sta popolando», afferma Samuele Piscina, presidente del Municipio 2 di Milano, di cui Adriano fa parte. Piscina aggiunge: «In molti hanno comprato casa basandosi sui servizi che presto nasceranno in quartiere. Sono tre i cantieri in programma: la realizzazione di una scuola media, il nuovo tratto della tramvia 7 e un centro sportivo. Quello che manca — continua il presidente — sono centri aggregativi per i ragazzi durante le ore serali». Eppure i giovani ad Adriano non sono pochi: su quasi 17mila abitanti, oltre 5mila sono under 30. Secondo i dati anagrafici forniti dal Comune, i ragazzi tra i 15 e i 29 anni in questo quartiere sono 2.874, il 17% della popolazione totale.

Il grattacielo semi-deserto del quartiere Adriano

In realtà, un centro di aggregazione giovanile esiste: si tratta della Cascina Cattabrega. «Fanno un ottimo lavoro — afferma Beatrice — ma quel centro rimane aperto solo negli orari diurni e coinvolge solamente i giovanissimi». L’associazione Sono Musica nasce proprio per colmare quel vuoto: «Nel 2017 abbiamo vinto il “Bando alle Periferie” indetto dal Comune — racconta Beatrice — Con i fondi ottenuti abbiamo sostenuto le produzioni musicali dei giovani di questo quartiere tramite laboratori gratuiti e abbiamo insegnato ai ragazzi a organizzare autonomamente eventi e concerti. Quest’anno, anche se i fondi sono finiti, andiamo avanti lo stesso».

Uno spazio dell’associazione Sono Musica

Tra i ragazzi iscritti all’associazione ci sono anche i rapper di Bad Karma, un collettivo di giovani cantanti della zona che, con l’aiuto di Beatrice, organizzano concerti gratuiti in quartiere, creando così un’occasione di aggregazione per i loro stessi coetanei. «Noi mettiamo a disposizione gli spazi, loro fanno il resto. Oltre a cantare, organizzano la scaletta e chiedono i permessi. Saranno pure “ragazzi di periferia”, ma sono capaci di grandi cose», sottolinea Beatrice. C’è chi studia e chi lavora, ma tutti trovano il tempo per la loro musica: «Hanno un grande amore per il quartiere. Per questo sono così volonterosi di organizzarsi, perché hanno voglia di proteggere questo territorio».

Un uomo corre nel parco Franca Rame

«Tra le priorità del Comune di Milano c’è quella di restituire vita e socialità ai quartieri — spiega Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali — Questa intenzione si è tradotta in decine di bandi pubblici per l’assegnazione di spazi comunali ad associazioni o gruppi di cittadini che vivono nei quartieri e quindi ne conoscono i bisogni». Secondo Majorino, i ragazzi possono essere una grande risorsa: «Invitiamo i giovani, che spesso faticano a trovare un luogo di aggregazione vicino a casa, ad essere loro i primi fautori del cambiamento, partecipando ai bandi comunali o alle iniziative come quella di Sono Musica, che ridanno entusiasmo e speranza a una comunità».

Un murales nel quartiere

Quella di Beatrice è davvero un’idea vincente: al primo concerto rap organizzato a novembre nei locali di Sono Musica, la partecipazione è stata altissima. Tanti i giovani che hanno preferito una serata di buona musica all’uscita in altre zone di Milano o al buio dei parchetti nel quartiere. «La musica — spiega Beatrice — è sempre stata un modo per raccontare la propria esistenza. Questi ragazzi raccontano se stessi, la propria vita, attraverso il rap. E con le loro canzoni sviluppano quell’identità di quartiere che è sempre mancata». Non è che l’inizio, perché il lavoro dell’associazione non si ferma qui: «In futuro — conclude Beatrice — ci piacerebbe portare i ragazzi in altre parti del quartiere: speriamo di riuscire a convincere altre associazioni o enti ad aprire i propri spazi. Questi giovani hanno tanto da dire: è ora che anche il quartiere inizi a credere in loro».