E poi succede…

E poi succede che un tuo alunno, a fine lezione, ti si avvicina, perché vuole discutere dell’Innominato.

Succede che ti parla, lì, vicino alla cattedra. E ti dice quello che hai pensato, tanti anni fa… Quello che ancora molti pensano.

Quel signore innominabile, grande nel male e grande nel bene, se lo sente vicino e se lo sente lontano. Ma come è possibile che si penta, lui che ne ha fatte così tante? Come è possibile questo vacillare, dopo tante malefatte? Da un male così grande ci si può redimere? E ti chiede se è così che deve essere. E tu gli dici che ha ragione: quello del male, quello del bene, un grande mistero. Cosa ci rende cattivi, cosa ci rende buoni? Basta, davvero, una coscienza tormentata a cambiare una persona, allontanarla da male? Bastano le campane, Lucia, il Cardinal Borromeo? È così facile? E se è così facile, allora perché non succede…?

Ci allontaniamo, io e lo studente, con i nostri dubbi. Manzoni, nel mezzo; lontano due secoli, e ancora a parlare ad entrambi. E mentre il ragazzo torna al suo posto, speri che comprenda che tu e lui, nella lettura di quel grande mistero che è l’uomo, siete giudici ad armi pari.