#Stragemigranti

cosa possiamo fare?


700: sono le persone che han perso la vita in una sola notte
(e il numero purtroppo potrebbe salire a 950)
700: sono i profili che seguono la pagina Facebook di questa Chiesa

1600: sono le vittime da Gennaio ad oggi
1600: sono i profili che seguono la pagina Twitter di questa Chiesa

Perché questo confronto?

Perché sono numeri difficili da metabolizzare, troppo alti. Fare paragoni in questi casi può aiutare a comprenderne la portata.

È facile pensare che dietro ogni follower ci sia una persona e una vita che ha bisogno di ricevere un messaggio:
facile perché per ogni “numero”, per ogni profilo, è possibile conoscerne il nome, vedere una foto, leggere ciò che ha da dire, interagire, scoprire di avere interessi comuni, o opinioni diverse.

Non è altrettanto ovvio fermarsi a riflettere che dietro ogni singola vittima ci sia una storia, una famiglia, una speranza che si è spenta.

Cosa possiamo fare?

“Non cessate mai di pregare”
Per chi?
Non per i morti, ma per i vivi.
Per le famiglie che hanno subito tutto questo e per le Autorità, affinché siano guidate nel prendere decisioni efficaci a interrompere queste morti. Per l’Italia e l’Europa, culla di un Cristianesimo di cui si sta perdendo sempre più lo spirito.

Prendiamo posizione individualmente.
Non alimentiamo sentimenti contrari all’insegnamento di Gesù, anzi combattiamo sempre contro il razzismo e i facili pregiudizi,
rispondendo con l’amore.

Abbiamo una grossa responsabilità, tutti:

«Voi siete il sale della terra;
ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? […]
Voi siete la luce del mondo.”

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.